lunedì 17 dicembre 2007

Gli auguri di Natale? Sono sempre più multireligiosi

Auguri auguri auguri. Buon Natale Buon Natale Buon Natale. Siamo circondati da auguri. Ne facciamo. Ne riceviamo. Ma come comportarsi se chi ci fa gli auguri di Natale non è cristiano? Come rispondere? Questione che si pone sempre più frequentemente, tra l’altro, nella nostra società via via più multiculturale e multireligiosa. Alla domanda si applica con un interessante post il gesuita Thomas J. Reese sul blog di argomenti religiosi del Washington Post. Reese afferma di preferire, ovviamente, il classico “Buon Natale”, ma se a rivolgergli l’augurio è un tale che indossa lo yarmulke preferisce rispondere con un più anonimo “Buone feste” o “Felice Hanukkah”. E questo non è da ritenere un qualcosa di politicamente corretto, ma semplicemente una questione di buone maniere. Allo stesso tempo, afferma ancora il gesuita, il 25 dicembre si celebra la nascita di Gesù, e il dire “Buon Natale” non implica automaticamente l’adesione alla fede cristiana. Questione interessante, davvero. Che io personalmente ho risolto così. Quando mi augura buon Natale un musulmano (per dire) rispondo: “Grazie! Anche a te!”. Così evito di dire direttamente “Buon Natale” a chi non è cristiano, ma rispondo agli auguri. Chissà cosa penserebbe Reese della trovata. C’è da scommettere che, da buon gesuita, ne sarebbe comunque intrigato.

domenica 16 dicembre 2007

Patti Smith e la spiritualità: in equilibrio tra ricerca del sacro e istinto

Qualche giorno fa segnalavo la notizia che Patti Smith sta effettuando un tour (peraltro gratuito) in alcune chiese italiane. Qualcuno si sarà magari stupito: ma come, Patti la rivoluzionaria che canta in chiesa? Ebbene sì, e ora un’intervista alla grande artista apparsa sul “Il Giornale” ( anche se il titolo è come al solito fuorviante) contribuisce a conoscere meglio il pensiero della rocker riguardo alla sua spiritualità. Alla domanda se non abbia paura della morte, Patti risponde: «No, perché so che c’è uno spirito che continua il suo viaggio se ti sei comportato bene sulla Terra. Alla fine ti ricongiungi con la tua essenza. Però ho intenzione di vivere a lungo, fare tante cose e veder crescere i miei figli». “È una visione quasi cattolica della morte”, chiosa l’intervistatore. Già, proprio così. «Il cielo –afferma ancora Patti- è la rappresentazione perfetta della vita. È una grande opera della natura e al tempo stesso uno spettacolo teatrale dove c’è la luna, le stelle, i pianeti, le costellazioni, gli astronauti, gli uccelli; anche i tuoi cari sono lassù. C’è tutto e il contrario di tutto, ci sono anche gli effetti speciali dati dai tuoni, i fulmini, i cicloni. È qualcosa da amare e da temere». Bella intervista davvero, tutta da leggere. E beato chi stasera sarà a Prato ad ascoltarla.

venerdì 14 dicembre 2007

Gran Bretagna: giù le mani dal Natale, affermano i leader religiosi non cristiani

Chissà com’è andata realmente questa storia del piccolo alunno di una scuola elementare di Firenze cui sarebbe stato impedito di disegnare Gesù bambino perché così avrebbe offeso i fedeli di altre religioni. C’è solo da augurarsi che la cosa sia ingigantita (la fonte della notizia spingerebbe tra l’altro a pensare in tale direzione) ma se così non fosse, non rimarrebbe che constatare che a volte si è davvero più realisti del re e ci si fanno problemi anche a nome di coloro che non se li pongono. Basti guardare ciò che succede nel Regno Unito, dove ad ammonire “giù le mani dal Natale” non sono solo i fedeli cristiani, ma indù, sikh e musulmani, i quali invitano i cristiani britannici a godere della loro festa preferita senza temere di offendere i non cristiani. Vale la pena riportare l’opinione di Indarjit Singh, portavoce della comunità Sikh. “Ogni anno –afferma- mi si chiede- se mi oppongo alla celebrazione del Natale. È una domanda assurda: come sempre, io e la mia famiglia invieremo le nostre cartoline di auguri ai nostri amici cristiani e agli altri”. Appunto, non facciamoci problemi anche a nome di coloro che non se li pongono. E buon Natale a tutti in anticipo.

mercoledì 12 dicembre 2007

Sette religiose: un convegno a Roma per conoscere il fenomeno

Nella giornata di ieri, presso l’Università Europea di Roma, si è svolto un convegno, organizzato dalla medesima Università e dall’Associazione Papa Giovanni XXIII, su di una problematica sempre molto attuale (e di cui, in verità, ultimamente si parla poco) quella delle sette. Secondo gli esperti del Gris, centro di ricerca dei gruppi settari in Italia, sarebbero circa 600 le aggregazioni che per modalità di approccio e proposta si definiscono con il termine generico di “setta”. Questi gruppi coinvolgono il 2/3 per cento della popolazione italiana. Un altro dato interessante è che il 52 per cento delle vittime delle sette in Italia sono adulti e, nel 56 per cento dei casi, si tratta di donne. Particolarmente interessanti i dati riferiti dalla psicologa Anna Maria Giannini, direttore dell’Osservatorio di psicologia della legalità. “Nella manipolazione – ha detto l’esperta – cadono alcune tipologie di persone, in genere adolescenti e persone che attraversano particolari momenti di fragilità nella vita per via ad esempio di un lutto, di una separazione, di un passaggio critico. In genere poi le vittime hanno pochi punti di riferimento a cui rivolgersi in caso di necessità e una scarso orientamento valoriale”. Un fenomeno cui guardare con attenzione, quindi, e di fronte al quale è bene non abbassare la guardia.

Kareem Salama: il primo cantante country musulmano

Davvero curioso il personaggio di cui parla un articolo (purtroppo non online) del Corriere della Sera. Si chiama Kareen Salama, viene da Ponca City, in Oklahoma, si vanta di essere stato a 12 anni “il migliore  pistolero nello stato dell’Oklahoma” e canta musica country-western con la sua bella voce dall’accento strascicato tipico del Sud. Insomma il prototipo del Vero Americano Bianco Repubblicano e Cristiano. Solo che Kareem è nato da genitori egiziani, si considera un buon musulmano (“Non bevo e non esco mai con le ragazze”) ed è fortemente intenzionato a diventare una stella in un campo – quello appunto del country- che, come dice un critico musicale, “non è certo noto per la diversità etnica e culturale delle sue star e dei suoi fan”. Uno sforzo che va incoraggiato, quindi, anche perché Kareem ha una voce davvero notevole.

Tanto siamo in tema di musica & religione, non si può non segnalare il tour che la grande Patti Smith terrà a partire dal prossimo 16 dicembre in alcune chiese italiane. Già il nome del tour è bellissimo: “A Wing in Heaven Blue”, la musica lo sarà ancor di più.

martedì 11 dicembre 2007

Sarà grave?

Appena letto il titolo di questa notizia, lì per lì ho pensato che l'attacco riguardasse un sito web.

La Bibbia (e non solo) disponibile in un nuovo sito

Davvero interessante il materiale (già disponibile in CDRom) che la Congregazione vaticana per il clero ha messo a messo ora a disposizione on-line. Si tratta di una pagina web con il testo della Bibbia in nove lingue, con motori di ricerca avanzati e alcuni dei commenti di maggior spicco della storia sulla Parola di Dio.  Il sito permette, ovviamente, di leggere l’intero testo biblico, ma solo. È anche possibile infatti scoprire l'uso che è stato fatto dai Dottori della Chiesa e dal Magistero di ognuno dei versetti della Sacra Scrittura e leggere i commenti del Padri della Chiesa divisi per tempo liturgico. È anche possibile scaricare il contenuto del sito per la navigazione off-line. Insomma, un gran bel lavoro che sarà un piacere consultare.