lunedì 15 marzo 2010

Brescia: al via oggi Crucifixus, il più importante festival di teatro sacro

Prende il via oggi a Brescia ed  in altre località delle provincie di Bergamo e Brescia Crucifixus – Festival di Primavera, il principale festival italiano di teatro sacro, che quest’anno festeggia i tredici anni di vita. Pochi numeri bastano a dare il senso dell’impostanza della manifestazione: 26 giornate di festival, 18 spettacoli, 54 repliche e oltre 40 artisti coinvolti in oltre 20 comuni.

Come affermato dagli organizzatori, “Crucifixus promuove la riscoperta delle tradizioni religiose del territorio (sia nelle forme popolari - feste, processioni e sacre rappresentazioni - sia nelle forme più colte - drammi liturgici, sermoni medievali, antiche preghiere) e intende lavorare sulla valorizzazione del patrimonio artistico locale mettendolo in contatto con artisti di caratura nazionale”.

Il festival si snoda attraverso due sentieri: il primo (chiamato Terra di Passione) percorrerà la Valle Camonica, Sebino e Franciacorta e prenderà il via il 16 e 17 marzo con una delle performance più suggestive: "Rock passion live" con gli allievi dell’accademia "Arte e vita", i fabbri di Bienno, gli scalpellini di Barone e lavoratori della Tassara. Fra gli appuntamenti più attesi la "Via di Carlo Magno", sulla leggenda che vuole la cristianizzazione della Valle Camonica ad opera dell’imperatore. La seconda sezione del festival (e autentica novità di quest’anno) prende invece il nome di Scene sacre in città e avrà come palcoscenico unicamente la città di Brescia. Tra gli eventi di questa sezione è da segnalare in  prima ed esclusiva italiana il Misterio del Cristo de los Gascones (Nao d’amores Teatro, Segovia), che il 18 e 19 marzo verrà rappresentato all’interno del Duomo Vecchio. Un viaggio attraverso un microcosmo costruito su simboli, figure allegoriche e metafore, nel quale ogni singola parte è in funzione di un tutto. Un’immersione nell’appassionante mondo del teatro primitivo, attraverso una visione assolutamente contemporanea in cui il lavoro attoriale si combina con il teatro di marionetta.

Qui il programma dell’intero ciclo di manifestazioni.

giovedì 11 marzo 2010

Il Concilio Vaticano II e la Chiesa: due libri e una giornata di studio per saperne di più

Si parla molto di Concilio Vaticano II, ultimamente, anche tramite la pubblicazione di alcuni volumi che si prefiggono lo scopo di non disperdere la memoria di questo avvenimento cruciale per la vita della Chiesa e non solo. Di un paio di queste pubblicazioni conviene dar conto perché sono particolarmente interessanti. La prima è opera del gesuita padre Bartolomeo Sorge e si intitola La traversata. La Chiesa dal Concilio Vaticano II.  L’autore ne discute in un’intervista in cui esplicita il suo pensiero dichiarando tra l’altro di essersi deciso a pubblicare il volume perché “Il Concilio non è stato, come vorrebbero i riduzionisti, un evento organizzativo o un confronto tra sensibilità e correnti diverse di pensiero, ma un evento carismatico che ha portato nella Chiesa una ventata di vita nuova”.

Il secondo libro da segnalare si intitola invece Che cosa è successo nel Vaticano II ed è opera di John O’Malley, anch’egli  un gesuita, questa volta americano. Alla presentazione del  volume, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha dedicato un’intera giornata di riflessione in cui sono intervenuti importanti studiosi tra i quali Gilles Routhier, Franco Giulio Brambilla e Pietro Bovati. Il primo, dell’Università canadese di Laval, ha affermato tra l’altro che “la ricezione del Vaticano II ha inizialmente beneficiato di un forte sostegno della generazione dei baby-boomers anche se essi hanno vissuto dopo il concilio un periodo di disillusione - ma non di indifferenza - in rapporto ai cambiamenti della Chiesa cattolica. In seguito, le intuizioni conciliari hanno avuto molte difficoltà a incarnarsi in forme di vita e modalità di espressione della fede in ragione del sentire anti-istituzionale e anti-tradizionale dominante nel corso degli anni Settanta”. Brambilla, Vescovo ausiliare di Milano e preside della Facolta Teologica dell’Italia Settentrionale, dal canto suo ha messo in rilievo come “l'apertura della Chiesa al mondo è stata forse l'eredità del Vaticano II più incidente, ma anche la più indeterminata”. Bovati, del Pontificio Istituto Biblico, ha incentrato invece la propria relazione sul ruolo assegnato dal Concilio alla Parola di Dio.

L’interesse crescente verso il Concilio è tra l’altro segnalato anche dalla recente nascita del sito Viva il Concilio, che segnalavamo tempo fa e che si sta arricchendo sempre più di utile materiale.

mercoledì 10 marzo 2010

I blog e la religione: lo stato dell'arte e le prospettive future in uno studio americano

“The New Landscape of the Religion Blogosphere” (“Il nuovo panorama della blogosfera religiosa”) è il titolo di un corposo rapporto pubblicato dall’americana Social Science Research Council. Lo studio (interamente scaricabile da qui in pdf) è diviso in quattro parti, oltre a due appendici, ed offre un’ampia ed esaustiva disanima del ruolo sempre più importante svolto dai blog nel plasmare le dinamiche contemporanee della religione, sia nel mondo accademico che nella vita personale.

“I blog hanno dato il via –affermano gli autori della ricerca- a tutta una serie di nuove conversazioni sul ruolo della religione nella vita pubblica. Internet offre l'opportunità per abbattere vecchie barriere e generare nuove comunità”. Lo studio prende in esame circa cento dei più influenti blog americani che contribuiscono ad alimentare la discussione in materia di religione collocandoli all’interno della blogosfera nel suo complesso, ne delinea i contorni e da anche voce agli stessi blogger. Il rapporto parla  ovviamente anche di cattolicesimo, affermando che “in incontri di alto livello in Vaticano, si è discusso di come il blogging stia cambiando la conversazione riguardante il cattolicesimo e si è persino suggerita l’idea di pubblicare delle linee guida per i blogger cattolici” (intendimenti, sia detto tra parentesi, cui non è stato ancora dato corso).

Come detto, il rapporto è suddiviso in quattro parti: la prima soddisfa le curiosità dei neofiti della materia esponendo in maniera piana cosa è e cosa rappresenta l’attività di blogging; coloro che sono già un po’ addentro alla materia possono passare direttamente alla seconda parte, che contiene approfondite analisi di blogging accademico; la terza e quarta parte del rapporto sono infine dedicate allo stato dell’arte del blogging religioso e alle sue prospettive future.

Davvero uno studio molto accurato di cui viene da invocare una versione che riguardi la blogosfera nostrana.

lunedì 8 marzo 2010

Festa della Donna: all'insegna di Madre Teresa e del ruolo nelle grandi religioni

Nel giorno della Festa della Donna, conviene parlare di una donna che grande lo è stata davvero, a giudizio pressoché unanime: Madre Teresa di Calcutta. Su di lei, in occasione del centenario della nascita, è in corso di programmazione in giro per il mondo un ciclo di sette film aventi lo scopo di far riflettere sulla sua figura. Se è normale immaginare che un’iniziativa del genere abbia riscosso un facile successo nei Paesi di tradizione cristiana, lo forse meno il fatto che la stessa abbia colpito nel profondo anche in realtà culturali e religiose assai distanti da esso, a dimostrazione del fatto che gli esempi valgono più di mille parole.

Com’è il caso del Giappone, come riportato dall’agenzia AsiaNews dalla quale è opportuno estrapolare un paio di testimonianze perché sono molto significative: <<Haruko Tsukihana, 40 anni, ha conosciuto la Beata su un libro, e da allora ne è “affascinata. Quando ho letto della sua vita ho sentito un’energia incredibile, che mi ha sorpresa. Il cristianesimo mi era sempre sembrato una religione di ‘classe superiore’, come se avesse una barriera intorno. Ma il suo esempio mi ha fatto capire che è tutto completamente differente da come lo pensavo io”. E ancora: <<Hiroyuki Miyake, 31 anni, ha studiato in una scuola cattolica: “La cosa che mi ha sorpreso di più è che, con la sua vita, ha trasformato un’ideologia in realtà. È meraviglioso sapere di essere nati nella sua stessa epica storica. Sto considerando l’idea di battezzarmi, perché questo esempio è troppo forte per essere ignorato”>>. La proiezione, dicono le cronache, ha avuto un successo tale che sarà ripetuta il 29 di questo mese.

Sempre sul fronte donne e religioni, è da segnalare che la puntata odierna di Le Storie, il programma condotto ogni giorno da Corrado Augias su Rai Tre alle 12,45, parlerà di ruolo della donna nelle tre grandi religioni monoteiste con la storica Marina Caffiero.

E ovviamente, tanti auguri a tutte le donne.

venerdì 5 marzo 2010

Arte sacra russa: oltre 400 opere esposte da oggi al Louvre

Si annuncia davvero come un’iniziativa senza precedenti la grande mostra che verrà inaugurata oggi al Louvre di Parigi per concludersi il prossimo ventiquattro maggio. “La Santa Russia” (questo il suo nome) offrirà infatti in visione ai fortunati che avranno l’opportunità di visitarla oltre quattrocento opere d’arte, la maggior parte delle quali provenienti da musei e biblioteche russi ed esposti per la prima volta in Francia.

Le opere sono disposte secondo un ordine cronologico che va dalla Russia cristiana del IX secolo fino al regno di Pietro il Grande del XVIII secolo. Gli occhi del visitatore potranno posarsi su icone, calici dorati, pietre funerarie e moltissimi altri oggetti, tra cui la Porta d'oro di Souzdal e il collier di Riazan.  “Fanno parte del fondo più prezioso dell'eredità storica del nostro paese'', ha dichiarato il presidente russo Medvedev, che ha visitato in anteprima la mostra insieme al suo omologo francese Sarkozy.

Jannic Durand, curatore della mostra, spiega che le opere esposte “mostrano come l’arte russa sin dal XII secolo non sia mai totalmente bizantina né tantomeno romana”. Prova ne sia la Vergine della Tolga “dal tipico volto bizantino – fa  notare ancora il curatore - ma dalle sinuosità occidentali. Il suo autore doveva conoscere le opere italiane del Duecento”.

Un’occasione quindi davvero unica per i fortunati che avranno l’opportunità di visitare la mostra parigina.

mercoledì 3 marzo 2010

Ecumenismo: reso noto un vademecum per i rapporti tra cattolici e ortodossi

Si conclude oggi ad Ancona il convegno nazionale dei delegati diocesani per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso. Appuntamento che ha avuto quest’anno un tema in linea con quanto notavamo nel post precedente, cioè il fatto che la maggioranza degli immigrati in Italia professa la religione cristiana, in particolare quello di tradizione ortodossa. “L’ortodossia in Italia. Nuove sfide pastorali, nuovi incontri spirituali”: questo è stato quindi il tema su cui i delegati si sono confrontati per tre giorni stimolati anche dalla riflessione proposta dal card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano. Se si osserva la situazione attuale, ha sottolineato il cardinale, “constatiamo che la Chiesa continua ad essere segnata dalle divisioni che si sono prodotte nel corso dei secoli” tanto che “permane ed è sempre più urgente il compito di rendere testimonianza alla fede cristiana”. Una “testimonianza comune dei cristiani al Vangelo”, ha precisato il card. Tettamanzi, “oggi particolarmente urgente, in un contesto sempre più segnato dal pluralismo di religioni e di culture” che interpella “non le singole confessioni cristiane, ma il cristianesimo in quanto tale” chiedendo una risposta “il più possibile unitaria e corale”.

In concomitanza con i lavori del convegno è stato reso noto un vademecum “per la pastorale delle parrocchie cattoliche verso gli orientali non cattolici”, cioè verso gli ortodossi presenti in Italia. Il testo, redatto dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo diretto da don Gino Battaglia e per i problemi giuridici guidato da mons. Adolfo Zambon, è destinato prevalentemente ai parroci, agli operatori pastorali e ai responsabili delle istituzioni educative cattoliche e organizza tutta la disciplina vigente nella Chiesa cattolica sui “corretti rapporti” con i fedeli appartenenti alle diverse Chiese ortodosse. Il testo fa il punto su alcune indicazioni relative per esempio ai sacramenti, ai matrimoni misti e all’ammissione dei fedeli alla piena comunione nella Chiesa cattolica. I vescovi hanno ritenuto necessario mettere a punto questo strumento anche alla luce dei dati sull’immigrazione del 2009, secondo cui i cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia ammonterebbero a circa quattro milioni e mezzo. Circa la metà degli immigrati sono cristiani: fra di loro i fedeli ortodossi erano stimati nel 2008 in circa un milione centotrentamila.

Un testo quindi che si propone di fare chiarezza su di un tema che sarà sempre più all’ordine del giorno.

lunedì 1 marzo 2010

Sciopero degli stranieri: un'occasione per riflettere sulle religioni degli immigrati

Nel giorno in cui si svolge il primo sciopero degli stranieri, non solo a livello italiano ma europeo, non sarà inutile richiamare un dato che potrà sorprendere qualcuno, quello relativo alle religioni professate dagli immigrati. Secondo una vulgata corrente, infatti (specie quella che ha più interesse a soffiare sul fuoco delle polemiche e della paura) la stragrande maggioranza degli immigrati sarebbe di religione islamica, mentre in realtà le cose non stanno affatto così, come dimostra lo studio più accurato attualmente disponibile, quello curato annualmente da Caritas – Migrantes. Studio del quale conviene quindi riportare integralmente la parte relativa al rapporto religione-immigrazione:

“A turbare molti, per una malintesa volontà di difesa della religione cristiana, è il panorama multireligioso: in realtà oltre la metà degli immigrati è cristiana, i musulmani sono un terzo, le religioni delle tradizioni orientali meno di un decimo e poi, in misura più ridotta, seguono altre appartenenze. Secondo l’Agenzia europea per i diritti fondamentali, l’Italia è tra gli Stati membri più intolleranti nei confronti dei musulmani: 1 intervistato su 3 ha dichiarato di aver subìto un atto discriminatorio negli ultimi 12 mesi. Più positiva è l’esperienza che si sta facendo con gli ortodossi, i cui preti celebrano il rito liturgico nelle chiese cattoliche.  Senza confusioni e sincretismi, questo nuovo scenario dovrebbe aiutare a far riscoprire il senso religioso, a lavorare insieme per le opere di pace e il benessere della società e a non usare Dio come un’arma contro i fedeli di altre religioni. Vissuta così, la presenza multireligiosa può costituire un’opportunità di crescita individuale e collettiva, con riflessi positivi anche sui Paesi di origine”.

Dati che sono qui disponibili da una fonte insospettabile in maniera più estesa e chiara. Sfatare luoghi comuni è sempre un contributo alla chiarezza e a una discussione seria e pacata.