giovedì 1 febbraio 2007

Mense e ferie divise per religione: un innovativo accordo sindacale

Alla Alstom, una multinazionale francese che opera nel settore ferroviario e presente nel nostro Paese con nove stabilimenti e tremilacinquecento lavoratori occupati, è stato siglato un contratto di lavoro che potrebbe rappresentare un importante precedente in merito alla tutela dei diritti dei lavoratori professanti una religione non cattolica. Ne da notizia il Corriere della Sera, ma purtroppo la notizia non è online né sono riuscito a trovarla altrove.

In ogni caso, i punti più importanti sono questi: è prevista la pausa preghiera, la possibilità di chiedere un giorno di ferie o uno scambio di turno con un collega di un’altra religione per partecipare a festività della propria ed un’attenzione particolare ai cibi serviti nella mensa aziendale.


Non si tratta di novità assolute, ma è la prima volta che le norme in questione vengono raccolte organicamente in un contratto di lavoro all’interno di una clausola esplicitamente intitolata: “Tutela dei lavoratori di religione diversa da quella cattolica”. Il tempo dirà se l’accordo farà scuola, intanto, il minimo che si possa dire è che la cosa rappresenta senza dubbio un segno dei tempi.


 

2 commenti:

  1. ma variare il comportamento in funzione di razza e religione non era proibito costituzionalmente poichè costituisce trattamento razziale?
    A no aspettate valeva ciò solo quando erano interessati gli ebrei

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  2. Ma qui credo che il problema sia diverso. Già oggi, per dire, gli ebrei possono fare festa il sabato quando dovrebbero lavorare (penso agli impiegati pubblici, per esempio). Credo di tratti di una cosa simile.

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