
Chi sarebbe mai aspettato che
Aldo Nove, già capostipite della generazione dei cosiddetti
“scrittori cannibali”, avrebbe un giorno scritto un’ode alla
Madonna? Eppure, come segnala
Cristina Tagliabue sull’ultimo numero di
Nova24, è successo. E si tratta pure di uno scritto molto ma molto bello. E belle sono pure le motivazione che hanno spinto lo scrittore lombardo a scrivere: “E’ un ritorno alle tradizioni e alle radici ma guarda anche al futuro –ha dichiarato infatti- È la spiritualizzazione della forza materna, l’archetipo della grande madre comune a tutte le culture”.
Ecco una sintesi della lirica che spero serva a dare un’idea della sua bellezza:
“Lei era una bambina che qualunque collina/ avrebbe voluto avere come sole. Da tempo immemorabile era bella. E più che una bambina era una stella./ (…) Ma era troppo piccola: una rosa/ che sboccia appena, come ogni creatura/ sospesa tra l’eterno e la paura/ dei giorni che dei sogni sono mura/. (…) Questa era l’infinita nostalgia, questa era l’infinita lontananza/ prima che quella luce in quella stanza/ dicesse allora e sempre ‘Maria’”
credo che le religioni comincino ad andare di moda..
RispondiEliminaSecondo me è bene, in ogni caso.
Hai ragione, bisogna solo stare attenti alle strumentalizzazioni, ma non mi sembra questo il caso
RispondiEliminama saranno strumentalizzate, ovvio!
RispondiEliminacome tutto, anche il blog è strumentalizzato.
però almeno se ne parla, si considerano, si mettono sul piatto, e non è poco. Non sono relegate ai preti e alle suore e a poche beghine.
:)
ah certo, questo sì, io intendevo soprattutto strumentalizzazioni da parte della politica (e degli estremisti)
RispondiEliminagià, hai ragione. specie per i secondi..
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