
Ci sono notizie che fanno fatica (per usare un eufemismo) ad arrivare sulle prime pagine dei giornali o nei titoli di testa dei TG. Alcune di queste riguardano le conseguenze del fatto che
Cipro, dal 2004 stato membro dell’
Unione Europea, sia divisa in due: una zona di influenza greca (che costituisce l’attuale Repubblica di Cipro greco-cipriota, quella riconosciuta dalla UE) e, dopo l’invasione turca del 1974, l’autoproclamata
Repubblica Turca di Cipro Nord. La stessa capitale Nicosia è l’unica in Europa ancora divisa da un muro. Una mostra sul tema
“Monumenti cristiani nella Cipro turca occupata - Aspetti e fatti di una distruzione continua”, presenta le conseguenze dell’invasione turca del ’74 sul patrimonio religioso cristiano dell’isola: 77 chiese trasformate in moschee, 133 tra luoghi di culto e monasteri dissacrati, 18 chiese trasformate in depositi, caserme e ospedali militari, una in albergo e in scuola d'arte. Si è avuta notizia della mostra fotografica in occasione di un pellegrinaggio ecumenico effettuato nell’isola. Una notizia non-notizia. Ma sulla quale vale lo stesso la pena riflettere.
La notizia dà da riflettere. Sarebbe banale, infatti, rammentare come il più delle volte l'autorità islamica abbia preservato e tutelato chiese e sinagoghe. L'asoetto interessante, invece, è proprio che lo Stato turco non invoca alcun tipo di legittimazione religiosa, ed anzi fonda la propria identità proprio sul rinnegamento di una specificità islamica, fatta salva solo in chiave di caratteristica dell'identità turca.
RispondiEliminaPotremmo pensare che queste demolizioni, esecrabili, siano dunque espressione d'una volontà politica, anziché confessionale; benché, poi, la prima, assuma i linguaggi della seconda, come oggi avviene sempre più spesso.
Esprimo solidarietà ai cristiani ciprioti, comunque; fatti oggetto loro malgrado di un trattamento non-islamico, e più in generale non-religioso, e fortemente lesivo delle prospettive di convivenza necessarie a quell'isola benedetta dall'Altissimo con tribolazioni a non finire.
Pace su di voi.
Davvero molto interessanti le tue considerazioni. In effetti è vero: spesso la volontà politica assume sembianze confessionali, anche nel cristianesimo, purtroppo.
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