
Si concludono oggi a Milano gli incontri organizzati dal
Corriere della Sera e dall’
Università Bocconi che vanno sotto il titolo di
Economia e società aperta. Uno dei più interessanti (opinione ovviamente partigiana) è stato quello sul tema
“Società aperta e religione”. Coordinati dal giornalista
Stefano Jesurum, ne sono stati protagonisti
Ermanno Olmi, lo scrittore iracheno in esilio
Younis Tawfik e
Moni Ovadia. “Il popolo di Israele –ha affermato quest’ultimo- era originariamente una massa eterogenea e litigiosa di sbandati, una sorta di schiuma della terra. Ma proprio per questo ha saputo sviluppare una straordinaria idea di riscatto fondata sulla dimensione spirituale, che è il segreto della libertà interiore”. Olmi gli ha fatto eco evidenziando il problema che il richiamo a Dio possa servire a giustificare l’odio. Quanto a
Tawfik, ha messo l’accento sulla sua esperienza di esule giunto in Italia per conoscere un grande poeta cristiano:
Dante Alighieri.
Grazie per essere passato sul mio blog, fa parte di un progetto universitario de la sapienza.
RispondiEliminagiovanna
Ah sì? E' molto interessante, complimenti
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