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mercoledì 19 maggio 2010

Vicenza: presentato il Festival biblico con a tema l'ospitalità

Viene presentata oggi a Vicenza la sesta edizione del Festival biblico, che si svolgerà nella città veneta da 27 al 30 maggio prossimi.  Particolarmente attuale il tema dell’edizione 2010: “L'ospitalità delle Scritture",  che sarà analizzato nei suoi significati, antropologico, teologico, ontologico, sociale ed economico con l’aiuto di biblisti, scrittori, filosofi, sociologi ma anche sindacalisti, musicisti, economisti, poeti e religiosi. Cinque i percorsi ideati dagli organizzatori per orientare la scelta del pubblico tra le decine di eventi in calendario: da quello teologico al cartellone di spettacolo, da quello su tematiche sociali alla programmazione per i più piccoli, fino ad un itinerario tra arte, storia e natura. Ci saranno, allora, gli “Ospiti della Parola”, gli “Ospiti del Paese”, gli “Ospiti in scena”, gli “Ospiti in famiglia”, gli “Ospiti della Terra”.

Partendo dalla Bibbia, il Festival approfondirà dunque “la dimensione politica, sociale ed economica dell’esperienza dell’ospitalità”, attraverso le numerose testimonianze contenute nell’Antico e nel Nuovo Testamento.”Ha conseguenze diverse vedere l’altro,lo straniero, come pericolo oppure come possibilità di innovazione sociale, di condivisione della ricchezza economica e culturale”, si legge nella presentazione dell’iniziativa.

L’attualità del Festival biblico è tra l’altro dimostrata da due fatti. Il primo riguarda il tema di quest’anno: l’ospitalità è infatti oggetto di due libri da poco giunti sugli scaffali. Il primo è firmato da Enzo Bianchi e porta il titolo “L’altro siamo noi”, mentre il secondo è opera di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, e si chiama “Anche voi foste stranieri”. Due opere che dimostrano, appunto, come il tema del confronto con l’altro sia sempre più al centro dell’attenzione dei credenti e, in generale, delle persone di buona volontà. L’altro fatto che dimostra l’importanza dell’evento vicentino è più generale ma anch’esso degno di attenzione: risale a pochi giorni fa la notizia che la Bibbia potrebbe presto diventare materia di studio al pari dei grandi classici del passato. Un fatto, quest’ultimo, dovuto essenzialmente all’azione dell’associazione Biblia e di cui si parlerà certamente nella quattro giorni vicentina.

domenica 1 novembre 2009

Alda Merini: il rapporto con il sacro e la spiritualità nella sua opera poetica

L’opera poetica di Alda Merini, scomparsa nella sua Milano all’età di 78 anni, può essere valutata da diversi punti di vista. Uno (e forse dei più intriganti) è quello del suo rapporto con la spiritualità. Rapporto che non è mai venuto meno, come dimostrano, tra gli altri, i titoli di alcuni suoi libri tra cui “Francesco. Canto di una creatura” , “Cantico dei Vangeli” e “Corpo d’amore. Un incontro con Gesù”.

“Dio guarda tutti, ci vede, guarda i terremotati, vede gli infelici e non abbandona il mondo. Io sono sicura. E uno dei mezzi perché Dio ci ascolti è proprio la poesia, la preghiera, il canto”. Così parlava Alda pochi mesi fa a proposito del terremoto che ha colpito l’Abruzzo, a testimonianza della sua attenzione al fatto religioso.  Sul mensile Jesus è disponibile una sua intervista in cui dichiara tra l’altro: «Quando alcuni miei testi di contenuto religioso sono stati rappresentati in pubblico, ho riempito chiese e teatri. Molti erano giovani, ma credo che non venissero tanto per me, quanto per Lui. Forse cercavano qualcuno che li guidasse. Perché la poesia è soltanto un tramite. Da sola la letteratura non salva nessuno. In Cristo c’è la Resurrezione, in noi la morte».

Un’altra interessante intervista che dimostra la sua attenzione alla religiosità è disponibile qui. In essa la poetessa milanese parla tra l’altro di Maria con parole che toccano il cuore: “E’ la donna meravigliosamente dotata di intelletto, la grande ascoltatrice, la terra macerata dal dolore che produce molte lacrime e la resurrezione. Dalle lacrime viene questa spinta verso l’alto. Solo raccomandandosi e abbandonandosi in Dio si superano certi abissi. E’ la donna della donazione  assoluta che accetta un figlio che dovrà rendere. Un po’ come tutte le madri”.

Mancherà a tutti, Alda. A coloro che cercano e a coloro che hanno già trovato, ma soprattutto ai primi.

mercoledì 28 gennaio 2009

La Bibbia: un'eterna giovinezza tra nuove traduzioni e reading di lettura


È senz’altro da salutare con favore il rinnovato interesse attorno ai temi biblici. Interesse che ha prodotto interessanti proposte che non abbiano mancato di segnalare. A ciò che è stato già messo in cantiere, vanno ora aggiunte un paio di iniziative che meritano almeno un accenno.


La prima riguarda un’importante iniziativa editoriale delle Edizioni San Paolo che consisterà nella pubblicazione (nella veste di fascicoli allegati al settimanale Famiglia Cristiana) di alcuni volumi che riporteranno l’intero testo biblico nella nuova traduzione uscita un paio di anni fa ed un commento ad opera di svariati studiosi coordinati dal noto biblista Mons. Gianfranco Ravasi. Proprio quest’ultimo, in un intervista, spiega il senso dell’iniziativa invitando i lettori a non porre i volumi sugli scaffali delle librerie a prendere semplicemente polvere.


L’altra iniziativa è di carattere più locale e di taglio decisamente diverso: Bombacarta, iniziativa culturale nata dalla vulcanica mente del gesuita Antonio Spadaro, propone, presso la propria sede romana, una serie di reading aventi ad oggetto proprio il testo sacro. Interessante la precisazione deigli organizzatori che “il laboratorio considera il testo biblico come testo/biblioteca della tradizione letteraria mondiale e non prevede nè una previa adesione religiosa nè una previa distanza laica. Non è dunque “a prescidere”, come se fosse possibile una lettura “neutra”, ma al contrario prende il testo per quello che è a partire dalla prospettiva concreta di chi lo legge, sia essa laica o religiosa.”

domenica 4 gennaio 2009

L'Epifania: dai Magi alla Befana passando per Yeats


Poche feste (e forse nessuna) come quella dell’Epifania sono state a rischio di fraintendimenti. A quest’ultima è addirittura toccato in sorte di essere ormai ridotta quasi esclusivamente a festa della Befana. Simpatica vecchietta, per carità, ma che poco o nulla ha a che spartire con la festività suddetta. Chi fosse desideroso di un primo approfondimento, qui può trovarne uno succinto ma abbastanza attendibile.


Ma come al solito sono i poeti a vedere più in profondità. Com’è il caso di W. B. Yeats con questa poesia tratta dalla raccolta “Brucia, Invisibile fiamma” ed intitolata semplicemente



I Magi


Ora come in ogni tempo io posso vedere con l’occhio della mente,


nei loro abiti rigidi, dipinti, i pallidi insoddisfatti


apparire e scomparire nell’azzurra profondità del cielo


con tutti i loro volti antichi simili a pietre solcati dalla pioggia,


e tutti i loro elmi d’argento che ondeggiamo l’uno accanto all’altro,


e i loro occhi ancor fissi, sperando di trovare ancora una volta,


essendo insoddisfatti del tumulto del Calvario,


l’incontrollabile mistero sul pavimento bestiale.

mercoledì 10 dicembre 2008

Thomas Merton: un convegno per riscoprirne la figura a quarant'anni dalla morte


Thomas Merton? Chi era costui? Purtroppo così, manzonianamente, risponderebbero in molti al sentire il nome del monaco, poeta, intellettuale (e molte altre cose) scomparso giusto quarant’anni fa.


C’è davvero da augurarsi, quindi, che a colmare almeno un po’ le lacune provveda il convegno internazionale che si svolge oggi nella splendida cornice dell’abbazia cistercense di Fiastra. Programmato in occasione del quarantennale della morte e del sessantesimo anniversario della pubblicazione della sua opera più celebre, La montagna dalle sette balze, il convegno si prefigge di approfondire la conoscenza di questa straordinaria figura con il contributo di alcuni esperti: P. Mario Zaninelli, fine conoscitore del monaco americano, Jim Forest che ha condiviso con Merton gli anni del suo impegno per la pace e i diritti civili, l’Abate delle Tre Fontane in Roma, Dom Jacques Brière ed infine l’Associazione Italiana Thomas Merton, nonché l’Abbadessa Monica della Volpe della Trappa di Valserena.



Bello ciò che viene scritto nella presentazione del convegno: “Ad una Chiesa, esperta di umanità, la logica meccanica dello scontro di civiltà appare l'ennesima semplificazione ideologica. La globalizzazione non ha creato una civiltà: ce ne sono tante. Forse l'unica possibile è la civiltà del vivere insieme, del conviver tra diversi.
A questo vivere insieme, la Chiesa Cattolica, prima grande globalizzazione della storia, sembra attrezzata da secoli. Dobbiamo avere l'intelligenza di far scaturire dalla storia, dal vissuto della Chiesa, una sapienza sociale e umana che ci aiuti a vivere nella complessità”.

Difficile, ma non impossibile.

domenica 16 novembre 2008

Herman Hesse e Raimon Panikkar uniti in un convegno nel segno del dialogo


Prende il via oggi a Milano (presso Spazio Studio) la prima giornata del convegno “Omaggio ad Herman Hesse”. Si tratta di un appuntamento giunto ormai al quarto anno di vita e che si prefigge di focalizzare ogni volta un aspetto dell’attività letteraria del celebre scrittore tedesco.


L’edizione 2008, rendendo omaggio all’attenzione sempre riservata da Hesse alle tematiche religioso-spirituali, è stata opportunamente inserita nell’ambito delle manifestazioni previste per l’anno del dialogo interculturale e interreligioso.



Titolo del convegno è “Diventare il presente”, e prevede un dialogo a distanza con un altro pensatore di cui ci siamo già occupati: Raimon Panikkar. <<Il filo conduttore –affermano gli organizzatori dell’evento- sarà “Il gioco delle perle di vetro”, testamento spirituale di Hesse, dove profetizzo, molti anni prima dell’attualità d’oggi, la necessaria cooperazione di tutte le arti e di tutte le scienze e dove la non separazione tra intuizione e razionalità ritesserà quella invisibile, ma costitutiva rete, che ci fa esseri umani inseparabili dal cosmo e dal divino.>>
Un appuntamento davvero interessante che (c’è da augurarsi) abbia il meritato seguito.

mercoledì 5 novembre 2008

La preghiera nelle religioni e nella letteratura in un importante convegno ad Ancona


Davvero interessante l’appuntamento in agenda da oggi al sette novembre ad Ancona e che riportiamo grazie alla segnalazione di Marta (grazie!). Si tratta di un convegno dal titolo “La preghiera, nelle religioni, nella letteratura e nel Cristianesimo” e consiste in una “tre giorni” che –come affermato dagli organizzatori- “non riguarderà soltanto la preghiera in ambito cristiano, ma tenterà di esplorare attentamente la preghiera anche nell'ambito di altre grandi religioni, della letteratura e della poesia. Il tutto mediante un criterio attento a prevenire cadute in posizioni sincretistiche, nell'ambito delle quali, alla fine, chi ascolta è portato a pensare che in definitiva tutti gli approcci religiosi hanno uguale valore”. Durante i lavori l’attenzione verrà posta essenzialmente “alla ricerca delle modalità attraverso cui la nostalgia di Dio, nella sua forma più umile ma anche più alta, si traduce in domanda, e attenzione soprattutto a come l'uomo, attraverso la preghiera, verifichi al di là delle differenze culturali, geografiche, storiche e di lingua, sempre e in ogni luogo, che l'universo ha un senso”. Ai lavori interverrà anche l’attrice Claudia Koll, che reciterà preghiere e brani poetico-letterari al termine di ognuna delle relazioni che si terranno la mattina, mentre il convegno avrà un’appendice sabato 8 novembre presso la cattedrale di San Ciriaco di Ancona con il concerto dei Cantori Gregoriani della cattedrale di Cremona.

martedì 21 ottobre 2008

"Il Canto delle anime": Sermonti legge Dante stasera a Lugano


Da ormai diverso tempo Roberto Benigni si è fatto la fama di massimo esegeta e divulgatore della Commedia dantesca. Per la verità, prima di lui, già Vittorio Sermonti, che infatti ha avuto qualcosa da dire al riguardo, aveva fatto della divulgazione del capolavoro del Toscano una vera e propria ragione di vita con letture radiofoniche e in diverse chiese italiane. Esperienze poi condensate in un volume che non dovrebbe mancare in nessuna biblioteca. Evidentemente non pago (e per fortuna) della sua opera di divulgatore, Sermonti sarà protagonista nelle serate di oggi, domani e venerdì di un progetto affascinante sin dal titolo: “Il canto delle anime. Voci e suoni nella Commedia di Dante” che prende le mosse dalla riflessione sul ruolo che Dante riserva alla musica sacra nella Commedia. Il progetto si avvale della collaborazione del compositore Giorgio Battistelli, che per l'occasione ha composto le partiture originali per l'Inferno e il Paradiso mentre il Purgatorio sarà caratterizzato dall'esecuzione di brani citati nel canto dallo stesso Dante e dell'ensemble vocale More Antiquo. Il bello è che la lettura-concerto (che si terrà nella cattedrale di San Lorenzo di Lugano) sarà trasmessa in diretta alle 20,30 dalla Rete Due della Radio Svizzera via etere e in video streaming. Decisamente un’alternativa stimolante alle solite serate televisive.

venerdì 19 settembre 2008

A Roma al via il primo Festival di letteratura ebraica


“E’ scritto nel Talmud che ogni uomo nel corso della propria vita dovrebbe fare un figlio, piantare un albero e scrivere un libro. In un certo senso, si tratta di tre modi diversi di garantire e preservare la nostra esistenza: portando avanti la specie, nutrendo il nostro pianeta, creando per noi stessi una cultura. Non c’è dubbio che da questi tre imperativi gli ebrei siano sempre stati attratti e si siano dedicati, con costante impegno e profonda passione, al terzo: scrivere”. Così gli organizzatori presentano la prima edizione di una manifestazione davvero originale ed interessante: il Festival di letteratura ebraica, che prende il via domani a Roma presso la Casa dell’Architettura. Memoria, identità, scrittura, il rapporto con l’altro e con il sacro, sono alcuni dei temi che saranno approfonditi, anche grazie al confronto con firme prestigiose del giornalismo e della cultura italiana come Erri De Luca, Lia Levi, Stas Grawronsky e Wlodek Goldkorn. Dopo l’inaugurazione di sabato 20 settembre (ore 12) con lo scrittore Englander e il regista Keret e la musica del progetto ‘Jewish Experience’ (fusione di jazz e ritmi popolari ebraici, a cura di Gabriele Coen), seguiranno quattro giorni di incontri, dibattiti e approfondimenti. Per stimolare la riflessione e la partecipazione del pubblico, insieme al festival è stato indetto il concorso letterario ‘Con gli occhi del racconto’. In poco più di un mese sono arrivati oltre 300 inediti sul tema dell’ebraismo. Al primo posto ‘Una cosa da niente’ di Mario Pacifici. I racconti più giudicati più interessanti verranno pubblicati in un’antologia dall’Editrice La Giuntina.

giovedì 21 agosto 2008

I Teatri del Sacro: un concorso per testi teatrali inediti


Vi piace scrivere? Avete mai pensato di mettere a frutto questa vostra passione partecipando ad un concorso? Ma non ad uno dei soliti concorsi letterari che assomigliano spesso ad altrettante catene di Sant’Antonio nelle quali tutti premiano tutti. Stavolta si tratta infatti di un concorso che ha per oggetto testi teatrali ed è promosso dalla Federazione Gruppi Attività Teatrali, dalla Fondazione Comunicazione e Cultura e dal  Servizio Nazionale per il Progetto Culturale della Cei. I Teatri del Sacro (questo il nome dell’iniziativa) intende sostenere economicamente fino a dieci progetti teatrali inediti destinati alla scena, dedicati all'approfondimento del sacro e dell'esperienza spirituale e religiosa, con riferimento alla tradizione cristiana, alla tradizione popolare ed al dialogo interreligioso. In particolare è previsto il sostegno di cinque proposte inedite di teatro amatoriale e di cinque proposte teatrali inedite di professionisti, che verranno selezionate da una Commissione di esperti. Le proposte selezionate daranno vita, con il contributo assegnato, a uno spettacolo che debutterà all'interno di un evento ideato appositamente per il progetto I teatri del Sacro. Qui è possibile visionare le idee base del progetto e da qui si può scaricare il bando del concorso.


lunedì 26 maggio 2008

Unione artisti cattolici: un premio letterario intitolato a Giovanni Paolo II

Non si può certo dire che l’Italia sia un Paese che soffra di carenza di premi letterari. Epperò, quello lanciato dall’UCAI (Unione Cattolica Artisti Italiani) possiede delle specificità tali che fanno sì che il medesimo meriti di essere segnalato. Il premio medesimo è intitolato a Giovanni Paolo II ed ha come tema generale: “Nella luce che illumina ogni uomo si ritrova la via della speranza”. L’intitolazione di un premio letterario a Papa Wojtyla da parte di un’associazione di artisti non è certamente casuale. Dei pontefici moderni, infatti, forse solo Paolo VI ha avuto più attenzione del defunto papa polacco al mondo dell’arte, basti qui ricordare la Lettera agli artisti del 1999. Per tornare al neonato premio letterario, l’iscrizione è aperta a tutti (con scadenza il 30 giugno prossimo) ed ogni partecipante potrà inviare un brano in prosa di un massimo di dieci pagine, di teatro, per un massimo di cinquanta cartelle dattiloscritte, oppure tre poesie di non più di quaranta versi ciascuna. Una sezione speciale è riservata ai giovani fino ai 28 anni. Qui il bando del concorso.

venerdì 11 maggio 2007

Fiera del Libro di Torino: è di scena l'editoria religiosa


Alla Fiera del Libro in corso a Torino fino a lunedì prossimo si è parlato oggi di editoria religiosa. E i dati sembrano abbastanza confortanti: il 35% degli italiani dichiara infatti di aver letto dei libri a carattere religioso nell’ultimo anno, di questi il 20% uno o due e il 15% molti di più. A fornirli è stato il sociologo Franco Garelli presentando  una ricerca su “Religiosità in Italia” commissionata dal Progetto Culturale della Cei e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino. Secondo questi dati– ha rimarcato Garelli – “un terzo della popolazione ha letto almeno un libro religioso. Molti altri possono averli letti in anni precedenti. Questo significa che più di 15 milioni di italiani adulti hanno scelto un libro religioso”. Per Garelli ciò rappresenta un “fiume enorme che esprime una domanda, un desiderio forte verso una tipologia di libro serio, una espressione di una esigenza di fondo che c’è nella società italiana, e che ci viene confermata da molti altri aspetti, e che va in controtendenza rispetto al modo di trattare anche le questioni più effimere”.

Aldo Nove: dal "cannibalismo" alla Madonna

Chi sarebbe mai aspettato che Aldo Nove, già capostipite della generazione dei cosiddetti “scrittori cannibali”, avrebbe un giorno scritto un’ode alla Madonna? Eppure, come segnala Cristina Tagliabue sull’ultimo numero di Nova24, è successo. E si tratta pure di uno scritto molto ma molto bello. E belle sono pure le motivazione che hanno spinto lo scrittore lombardo a scrivere: “E’ un ritorno alle tradizioni e alle radici ma guarda anche al futuro –ha dichiarato infatti- È la spiritualizzazione della forza materna, l’archetipo della grande madre comune a tutte le culture”. Ecco una sintesi della lirica che spero serva a dare un’idea della sua bellezza:

“Lei era una bambina che qualunque collina/ avrebbe voluto avere come sole. Da tempo immemorabile era bella. E più che una bambina era una stella./ (…) Ma era troppo piccola: una rosa/ che sboccia appena, come ogni creatura/ sospesa tra l’eterno e la paura/ dei giorni che dei sogni sono mura/. (…) Questa era l’infinita nostalgia, questa era l’infinita lontananza/ prima che quella luce in quella stanza/ dicesse allora e sempre ‘Maria’”

giovedì 12 aprile 2007

Vonnegut e il Bokononismo

Forse non tutti sanno che Kurt Vonnegut, lo scrittore americano di origine tedesca morto ottantacinquenne a New York, era presidente della American Humanist Association. E forse in ancora meno sapranno che il geniale scrittore aveva fondato nientemeno che una religione. Ovviamente si tratta di parto letterario. Del Bokononismo (questo il nome del culto) si parla nel racconto La culla del gatto. E ovviamente, come tutti i culti che si rispettano, non poteva non avere il suo testo sacro: ovviamente il Libro di Bokonon.

lunedì 22 gennaio 2007

Jack Kerouac: ribelle ma profondamente cattolico. Un'originale interpretazione

«Gesù, la tua è l’unica risposta per tutti gli esseri viventi!». Non pochi si stupiranno nell’apprendere che questa ardente invocazione non è uscita dalla penna di qualche mistico medievale, bensì da quella di colui che è considerato il profeta della Beat Generation: Jack Kerouac.

È una delle molte sorprese che si avranno leggendo un interessante saggio del gesuita Antonio Spadaro uscito sull’ultimo numero di Civiltà Cattolica con l’allusivo titolo Il Dio di Jack Kerouac. I diari di uno “strano solitario pazzo mistico cattolico”. Già, perché -smentendo il facile clichè dello scrittore tutto trasgressione- proprio così di definiva l’autore di Sulla Strada.


Raffinato ed acuto critico letterario (già autore, tra gli altri, di studi su Pier Vittorio Tondelli e Raymond Carver) Spadaro intende con questo scritto dare un’idea della profonda sensibilità cattolica dello scrittore così come essa emerge a partire dai diari, allo scopo di far notare come essa sia viva, pulsante e ben presente alle radici della sua ispirazione”.


E ci riesce, bisogna aggiungere, decisamente bene. Permettendo così al lettore di andare al di là delle apparenze. Che è una delle esperienze più belle che possano capitare in questa vita.


(Finito di scrivere questo post, mi è tornato in mente che tempo fa ne avevo scritto un altro -evidentemente il tema è nelle mie corde- dedicato ad un altro artista "inaspettatamente cattolico": Andy Warhol. Il lettore interessato lo può trovare qui).