È una delle molte sorprese che si avranno leggendo un interessante saggio del gesuita Antonio Spadaro uscito sull’ultimo numero di Civiltà Cattolica con l’allusivo titolo Il Dio di Jack Kerouac. I diari di uno “strano solitario pazzo mistico cattolico”. Già, perché -smentendo il facile clichè dello scrittore tutto trasgressione- proprio così di definiva l’autore di Sulla Strada.
Raffinato ed acuto critico letterario (già autore, tra gli altri, di studi su Pier Vittorio Tondelli e Raymond Carver) Spadaro intende con questo scritto “dare un’idea della profonda sensibilità cattolica dello scrittore così come essa emerge a partire dai diari, allo scopo di far notare come essa sia viva, pulsante e ben presente alle radici della sua ispirazione”.
E ci riesce, bisogna aggiungere, decisamente bene. Permettendo così al lettore di andare al di là delle apparenze. Che è una delle esperienze più belle che possano capitare in questa vita.
(Finito di scrivere questo post, mi è tornato in mente che tempo fa ne avevo scritto un altro -evidentemente il tema è nelle mie corde- dedicato ad un altro artista "inaspettatamente cattolico": Andy Warhol. Il lettore interessato lo può trovare qui).
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