Davvero interessante e stimolante questo articolo de La Stampa intitolato Si diffonde la religiosità “diagonale”. Al di là del titolo “immaginifico”, le tesi del sociologo Sabino Acquaviva (non nuovo ad indagini riguardanti il campo religioso) sono di quelle destinate a far discutere.
“Si sviluppa una religiosità «diagonale» rispetto alle tradizionali esperienze religiose, che attraversa in forme diverse le esperienze degli atei, degli agnostici, dei credenti praticanti e non praticanti –afferma tra l’altro lo studioso- Se la religione appare dunque ancora espressione del problema della paura della morte, del desiderio di amare, di dare significati all’esistenza, del bisogno di eternità e mistero, che un tempo si calavano - ad esempio - nella miscela latino-canto gregoriano, assume anche forme e caratteristiche nuove.
L’articolo, come si può notare, si chiude con una serie di domande. Sono le domande che anche questo blog si porrà nel suo percorso, per cui ci sono particolarmente care.
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