venerdì 19 gennaio 2007

Anziani e salute: chi è più religioso vive meglio

Prega che ti passa, verrebbe da dire leggendo i risultati di alcuni recenti studi sulla correlazione tra anzianità, religiosità e salute resi ora noti da Kataweb Salute.

In effetti non si tratta di novità assolute, ma fa sempre piacere leggere che “l’esperienza psicoanalitica ha dimostrato che la persona anziana che fa affidamento ad un atteggiamento positivo verso la religione può ottenere un valido aiuto nel mantenere integro il senso della propria identità”.


Nell’articolo si citano anche i risultati di due importanti studi riguardanti la depressione degli anziani e le loro reazioni alla morte di una persona cara. In ambedue i casi, si evidenziano riscontri più che positivi da parte di coloro che hanno sviluppato un certo grado di religiosità.


Alla faccia (verrebbe da dire) di coloro che ritengono le religioni solo un fattore di alienazione.

4 commenti:

  1. ho corretto il libro di una persona famosa che ora che ha 84 anni ed è diventata una mistica, anzi, presenta tutta la rosa dei fenomeni mistici antichi, medioevali e moderni.

    Il figlio le diceva: ti sei divertita tanto, sei su tutti i libri, ora che sei anziana e non ti va più sei diventata tutta chiesa (induista).
    Diveva sempre che la religione è per quando uno non ha più l'energia di dedicarsi all'altro:)

    La mia nonna invece diceva che più uno si avvicina alla morte più pensa all'aldilà...

    RispondiElimina
  2. Sono reazioni molto individuali, è come per la malattia: davanti ad essa alcuni reagiscono diventando migliori, altri invece peggiorano il proprio carattere.

    RispondiElimina
  3. Già. La signora in questione era diventata anche peggiore, dicono...:) Ma molto mistica. Una mistica molto molto rompiscatole..

    RispondiElimina