Due notizie dal fronte “religione ed evoluzionismo” diverse tra di loro ma entrambe ugualmente interessanti e stimolanti.
La prima riguarda la plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, che si concluderà domani in Vaticano, e che ha come tema appunto “Approcci scientifici sull’evoluzione dell’universo e della vita”. Per farsi un’idea dell’andamento dei lavori (che sono di alto livello scientifico) sul sito Euresis è disponibile un’ampia ed aggiornatissima rassegna stampa che merita un pubblico plauso.
La religione (e siamo al secondo argomento) è un prodotto dell’evoluzione? La domanda non è magari nuova ma è stata messa in bella copia da Pascal Boyer in un articolo sulla prestigiosa rivista Nature. Le risposte (affermative) di Boyer sono ben sintetizzate da Sylvie Coyaud nel suo blog:
"- pensieri e atteggiamenti religiosi si reggono su e sono legati a presupposti dei quali non siamo coscienti;
- fin da bambini instauriamo rapporti con personaggi immaginari;
- i rituali di purificazione sono in consonanza con disturbi ossessivi compulsivi del comportamento (argomento poco convincente, non nasciamo coatti della pulizia);
- una capacità “coalizionale”, tipicamente umana e basata sulla fiducia reciproca, ci fa adottare credenze qualsiasi, basta che siano di un gruppo al quale apparteniamo o vogliamo appartenere(capacità coalizionale = conformismo?)"
Spiegazioni forse troppo semplicistiche (o eccessivamente complicate, a seconda dei punti di vista) ma che comunque meritano la pena essere discusse.
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