
Tempi duri per gli
animali coinvolti in
festività religiose, considerato il fatto che i medesimi si trovano “dall’altra parte della barricata”: sono cioè coloro cui si fa la festa e non certo i festeggiati. Nel distretto nepalese di Bara, come informa
Asia News, è infatti in corso la festività indù del
Gadhimai Mela, nota per detenere il triste primato di
maggior evento sacrificale al mondo. Durante le festività, che culmineranno dopodomani con il previsto arrivo di circa un milione di persone, “i fedeli sacrificano al dio Gadhimai migliaia di animali quali bufali, capre e polli. Secondo l’induismo essi placano con la loro sofferenza la rabbia del dio, donando agli uomini fortuna e prosperità”. Ovviamente, i buddhisti locali e gli animalisti fanno puntualmente sentire la loro protesta (esiste anche un
sito approntato appositamente) ma nulla sembra riuscire a fermare la mattanza. Eppure la cosa non ha solo risvolti religiosi, ma pure
sociali, visto che durante i festeggiamenti avvengono episodi poco commendevoli, come racconta la
stampa locale e il blogger Enrico Crespi in un suo interessantissimo
post.
Ma per gli animali non sono tempi duri solo nel lontano Nepal: venerdì prossimo sarà infatti l’
Aïd el Kébir (festa del sacrificio). La festa si svolge il decimo giorno dell’ultimo mese del calendario musulmano e consiste nell’
uccisione di un montone che deve essere poi diviso in tre parti uguali: una per la famiglia, una per i vicini e una per i poveri.
Se a tutto ciò si aggiunge che al
Natale manca ormai poco più di un mese e che per i
tacchini si prospettano tempi bui, il quadro è davvero completo.
OM NAHAMA SHIVAIE
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