venerdì 20 febbraio 2009

Religioni, laicismo e società: se ne parla anche in Francia


Saldamente presente sulla scena pubblica nazionale da ormai qualche anno, il dibattito sui rapporti tra religione, laicità e sfera pubblica è più vivo che mai, come dimostrato anche dalla recente lettera del presidente della Camera Gianfranco Fini e dedicata appunto a tali tematiche.


Ma non si creda che tale dibattito sia limitato all’Italia (dove anzi esso appare spesso ingessato in posizioni semplicemente pro o contro il teoconservatorismo o i cosiddetti “atei devoti”). Quanto la questione sia di attualità è dimostrato dal fatto che anche in altri Paesi europei la problematica dei rapporti tra religione e sfera pubblica è più viva che mai. Per esempio la Francia, in cui il periodico del Partito Socialista, L’Hebdomadaire, ha dedicato alla complessa questione un lungo dossier del suo ultimo numero. La rivista è interamente scaricabile da qui in PDF (il dossier inizia a pagina 10 e termina a pagina 27) oppure è comodamente sfogliabile da qui in swf.


Particolarmente interessante l’intervista con il sociologo e storico Jean Baubérot che sottolinea come, a suo parere, Sarkozy stia incoraggiando la nascita di una religioni civile di stampo americano. Christian Terras, direttore della rivista Golias, si concentra invece sulle conseguenze della revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani.


Se una pecca si vuole trovare al dossier è di concentrarsi troppo sui rapporti tra stato e cattolicesimo ignorando i problemi posti dalla vasta minoranza musulmana che vive Oltralpe, ma si tratta comunque di una lettura interessante, benchè di parte.


giovedì 19 febbraio 2009

Territori palestinesi: a rischio importanti reperti di storia religiosa

Non solo la convivenza umana, ma pure importantissimi reperti della storia delle tre religioni monoteiste sono in pericolo a causa del conflitto in atto ormai da decenni nei territori palestinesi. A lanciare l'accusa è la rivista Archeologia Viva, che fa anche un sommario elenco dei maggiori siti archeologici presenti nell'area: Gerico, con il tell e la città erodiana; Betlemme, con le vestigia cristiane, le piscine di Salomone, il palazzo dell’Herodion e i monasteri del deserto, Hebron, con le tombe dei patriarchi e Sebastia e Nablus, le città dei samaritani.


Come spiega l'articolo, <<con gli accordi di Taba (1995) si era stabilito che Israele avrebbe trasferito (insieme al controllo del territorio), anche «la protezione e preservazione dei siti archeologici, la gestione, supervisione, concessione di licenze e tutte le altre attività archeologiche» all’amministrazione civile palestinese. Ma di fatto nulla o quasi è avvenuto. Dove l’Autorità nazionale palestinese è subentrata all’amministrazione israeliana, mancano fondi e professionalità per intervenire a tutela del patrimonio culturale. Nella Cisgiordania e a Gerusalemme Est, territori occupati militarmente da Israele, l’accordo è sospeso e i beni culturali sono relegati in una sorta di «terra di nessuno».


Sembra un problema secondario, rispetto al dramma della popolazione, ma non lo è. E, guaio ancora maggiore, non si intravvede ancora una possibile soluzione al problema. Come per tuttò ciò che riguarda la regione, del resto.

mercoledì 18 febbraio 2009

Sanremo: le religioni in dialogo nel nome del Nobel per la Pace Moneta

Forse non molti ne sono a conoscenza, ma l’Italia, oltre ad aver conseguito non molti Premi Nobel in assoluto, può vantarne soltanto uno per la Pace. Ad essere stato insignito dell’ambito riconoscimento fu, nel lontano 1907, un giornalista e patriota milanese che rispondeva al nome oggi semidimenticato di Ernesto Teodoro Moneta. Per ricordare il centenario dell’attribuzione del Nobel a Moneta, è stato indetto nel 2007 un biennio di celebrazioni che vedrà la sua conclusione il prossimo 26 febbraio presso il Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo.

La cittadina ligure ospiterà nell’occasione una tavola rotonda dal titolo “Ebrei, Cristiani e Musulmani: elementi comuni di dialogo per un mondo di pace”. All’evento parteciperanno monsignor Luigi Bettazzi, Vescovo emerito di Ivrea nonché  ex presidente di Pax Christi, il Rabbino Giuseppe Laras, presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana, Abd al-Wahid Pallavicini, presidente della Co.Re.Is. (Comunità Religiosa Islamica) e il gesuita Padre Paolo Dall’Oglio, fondatore della Comunità monastica di Mar Musa in Siria, laboratorio del dialogo cristiano-islamico. Moderatore del dibattito, Antonio Caprarica, Direttore di Radio Uno e dei Giornali Radio Rai.

Sanremo: non solo canzonette, quindi. Del resto, chi mai avrebbe avuto dubbi al riguardo?

martedì 17 febbraio 2009

Intermirifica.net: un nuovo portale per i siti cattolici mondiali


Si chiama Intermirifica.net (dal nome del documento conciliare che trattò il tema dei mezzi di comunicazione) e, se il progetto risponderà alla sue finalità, si tratterà davvero di un’ottima cosa. Promosso dal Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, unitamente ad altri organismi che si occupano di comunicazioni, il nuovo sito promette infatti di essere nientemeno che “il nuovo portale dei mass media cattolici di tutto il mondo”.


Come spiega don Justo Ariel Beramendi, curatore del progetto, il sito è attualmente in fase di sperimentazione e solo in spagnolo, ma altre lingue si aggiungeranno successivamente.


“Il portale ispirato al Web 2.0, spiega ancora Beramendi, è strutturato sul modello “wiki”: “Si potrà accedere come utente anonimo o come editore. Il primo può solo consultare tutte le informazioni pubblicate; il secondo, invece, può inviare aggiornamenti o segnalazioni. Per fare ciò occorre registrarsi. Tutti i dati inviati da un editore saranno filtrati da un moderatore”. Cosa quest’ultima, che farebbe rizzare i capelli in testa ad un wikipediano ma che forse era inevitabile.


Per il momento si possono inserire i dati in tre categorie: radio, tv e audio video. Successivamente verranno attivate altre categorie, tra cui agenzie stampa, giornali cattolici, scuole di comunicazioni.

lunedì 16 febbraio 2009

L'arte tra Oriente e Occidente (e tra modernità e tradizione)


Ci sono un bel po’ di mostre interessanti in giro, alcune delle quali conviene ricordare perchè dimostrano come religioni e spiritualità siano da sempre un serbatoio inesauribile di ispirazione per l'arte.


La prima è di Michelangelo Pistoletto, padre della cosiddetta “arte povera”, che espone a San Gimignano in una personale al titolo Il Tempo del Giudizio. Davvero particolare l’installazione che accoglie il visitatore: un tempio in cui le quattro religioni più diffuse nel mondo -Cristianesimo, Buddismo, Islamismo, Ebraismo- raffigurate a riflettere su se stesse.


Più tradizionale (anche se fino ad un certo punto, visto che l’artista si serve di materiali inusuali quali pezzi di grondaie, lamiere, porte di armadi, pietre e vecchi specchi) l’esposizione della pittrice moscovita Irina Zatulovskaya. In Cantico dei Cantici, l’artista presenta parte della propria produzione inscindibilmente legata al mondo dell’Ortodossia.


Dear God è invece il titolo della seconda personale italiana di Joe Duggan, artista irlandese che ha l’ambizione di esplorare la religione in quanto costruzione umana.


Passando all’Oriente, non si può non segnalare The Disappearing Myth - Tibetan Painting as a Witness of Transition, una collettiva dedicata alla pittura buddhista organizzata in occasione dell’omonimo convegno ed in cui espongono cinque pittori tibetani di fama mondiale.


Storia della croce vera è invece il titolo della personale di Piero Pompili, in cui l'artista si confronta da par suo con quell'autentico capolavoro dell'arte universale che è la Leggenda della vera croce di Piero della Francesca (disclaimer: alcune delle immagini sono MOLTO crude, per cui si sconsiglia alle persone sensibili alle sofferenze degli animali di aprire la pagina)



Infine, visto che si aprla di arte e spiritualità, non si può non segnalare l'iniziativa Pietre Vive, promossa dai gesuiti romani e chec'è da augurarsi possa avere un seguito.

venerdì 13 febbraio 2009

San Valentino: una ricca serie di manifestazioni per ricordare il santo umbro

Romantici di tutto il mondo preparatevi perché domani, 14 febbraio, è il vostro giorno, ricorrendo la festa di San Valentino. E dov’è possibile unire più strettamente romanticismo e spiritualità se non a Terni, città natale del santo e luogo dove lo stesso è particolarmente venerato?

Per la verità, nella cittadina umbra i festeggiamenti non si limitano al 14 febbraio, ma si snodano per tutto il mese  (qui il programma in PDF) attraverso una serie di appuntamenti culturali, riflessivi, di festa e liturgici. Tra gli “Eventi valentiniani”, questo il nome della ricca kermesse, una menzione particolare va senz’altro fatta al Premio San Valentino, assegnato quest’anno a Ingrid Betancourt. Particolarmente significative le sue parole al momento di ricevere la premiazione: “Non merito – ha infatti affermato – di essere annoverata tra le personalità che, prima di me, hanno ricevuto questo premio. Ma questo premio non è mio. Questo premio è vostro: di tutti quelli che continuano a riempirmi d’amore. E’ come un bel film, come una fiaba, dopo tanti anni di solitudine, ritrovarsi di getto con tanto amore addosso. Tanto che quella prigionia terribile, che non augurerei a nessuno, oggi la vedo come una benedizione, come un miracolo che si rinnova ogni giorno”.

Per gli amanti dell’arte, Terni propone quest'anno anche StraValentino, una rassegna culturale organizzata da un gruppo di artisti locali.

giovedì 12 febbraio 2009

Religiolus: le religioni alla berlina (con l'"imprimatur" delle medesime?)

È stato presentato a Roma Religiolus, il film che, a detta dei commentatori, intenderebbe mettere le religioni alla berlina. Mentre altri, nelle opportune sedi, si soffermeranno sulle qualità del medesimo, quello che in questa sede merita di essere sottolineato è che alla presentazione medesima hanno partecipato anche tre esponenti di altrettante religioni.

La domanda è quindi d’obbligo: si tratta semplicemente di mosche cocchiere che hanno stabilito una sorta di intelligenza con il “nemico” o invece il film non intende tanto ridicolizzare le religioni in quanto tali, ma semplicemente mettere in guardia dagli aspetti “fondamentalisti” delle medesime e quindi operarne una sorta di “purificazione”?

Difficile che sia stata la prima ipotesi ad essersi concretizzata, visto il livello degli intervenuti. Si tratta infatti di Victor Magiar, assessore alla cultura dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, di Khalid Chaouki, dell’Associazione giovani musulmani e di Paolo Naso, cristiano protestante e direttore della rivista Confronti. Ecco per esempio quanto afferma quest’ultimo a proposito del film: "Larry Charles fa un'intelligente provocazione che si basa su tre punti : c'e' una denuncia del dogmatismo, laddove non vengono spiegate ai credenti i dogmi della fede. Poi si parla di pluralismo e dell'importanza che questo accada. Non per niente il documentario tratta questo punto in Olanda e negli Usa dove si vive un pluralismo religioso sconosciuto nel nostro Paese. Infine c'e' una denuncia dei fondamentalismi".

Insomma, magari (e chissà se la cosa è semplicemente un’eterogenesi dei fini) il film fa riflettere più di quanto ci si aspetti.