A Genova prende invece il via il convegno “La liberazione dal male nelle tradizioni religiose e nel pensiero filosofico”, appuntamento promosso e organizzato dal "Centro di Studi Antonio Balletto" e dalla "Associazione Italiana di Filosofia della Religione" , di cui costituisce l’ottavo convegno nazionale. Quello che verrà affrontato -in chiave interculturale e pluralistica- è uno dei problemi principali della sfera religiosa, anzi quello che per molti studiosi e filosofi è il problema centrale della religione e la molla originaria delle molteplici tradizioni religiose: l’enigma del male patito e del male compiuto, della sofferenza e della colpa, e la sfida del come venirne a capo nella vita personale, interpersonale e collettiva. La scelta metodologica è stata quella di proporre un confronto tra filosofi della religione e studiosi ed esperti delle principali famiglie religiose, che rendesse possibile un’illustrazione concreta della problematica.
domenica 15 novembre 2009
Luoghi di culto e liberazione dal male: religioni a confronto a Torino e Genova
A Genova prende invece il via il convegno “La liberazione dal male nelle tradizioni religiose e nel pensiero filosofico”, appuntamento promosso e organizzato dal "Centro di Studi Antonio Balletto" e dalla "Associazione Italiana di Filosofia della Religione" , di cui costituisce l’ottavo convegno nazionale. Quello che verrà affrontato -in chiave interculturale e pluralistica- è uno dei problemi principali della sfera religiosa, anzi quello che per molti studiosi e filosofi è il problema centrale della religione e la molla originaria delle molteplici tradizioni religiose: l’enigma del male patito e del male compiuto, della sofferenza e della colpa, e la sfida del come venirne a capo nella vita personale, interpersonale e collettiva. La scelta metodologica è stata quella di proporre un confronto tra filosofi della religione e studiosi ed esperti delle principali famiglie religiose, che rendesse possibile un’illustrazione concreta della problematica.
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venerdì 13 novembre 2009
Inizia oggi in tre città italiane l'esposizione delle reliquie del Buddha storico
Come spiegato in ambito buddhista, “quando pensiamo a alle reliquie abbiamo la tendenza di contemplare qualcosa di morto, inanimato e forse anche non attraente, come vestiti, frammenti di ossa o di denti. Non è ciò che sono queste reliquie. Quando un Maestro spirituale viene cremato, nei resti delle ceneri, spesso vengono trovate delle meravigliose perle di cristallo. I tibetani le chiamano Ringsel. La loro purezza interiore appare nella forma di reliquie. I veri maestri spirituali generalmente non parlano dei loro conseguimenti interiori, così esse sono la tangibilità materiale che il maestro ha ottenuto le qualità di compassione e saggezza prima della morte”.
Raniero Gnoli, docente di Indologia alla Sapienza di Roma, e curatore per i Meridiani di Mondadori di due volumi dedicati agli insegnamenti del Buddha, afferma che «nel testo che parla della morte del Buddha si dice che i resti vennero custoditi dai discepoli, ci furono anche contrasti nella divisione, e in fondo è naturale. È vero che il Buddha disse "non mi vedrete più", ma tutti i fondatori di religione vengono in qualche modo deificati, succede anche con Maometto nell’Islam, il culto delle reliquie è una forma di rispetto».
Una forma di rispetto che in questo caso ha anche un risvolto benefico, visto che le offerte raccolte in occasione dell’esposizione andranno a finanziare alcuni progetti del Maitreya Project. Ovviamente (essendo il mondo buddhista alquanto variegato) non potevano mancare coloro che dissentono dall’operazione, mentre (in maniera altrettanto ovvia) è stato prontamente allestito un gruppo Facebook al riguardo che conta attualmente oltre 600 iscritti.
martedì 10 novembre 2009
Internet e comunicazione nella Chiesa: da domani i vescovi europei riuniti in Vaticano
Durante l’assemblea i vescovi europei si confronteranno con chi fa comunicazione e produce cultura attraverso Internet: dalla rete sociale Facebook al motore di ricerca Google-Youtube, dal microblogging Identi.ca all’enciclopedia sociale Wikipedia (è stranamente assente Twitter). Un sociologo aiuterà i partecipanti a comprendere il rapporto che i giovani hanno con Internet. Successivamente, si parlerà di pirateria informatica e copyright. Infine, dato che “i media diventano sempre più lo spazio sociale e culturale entro cui passano tutte le nostre pratiche individuali e sociali”, l’assemblea “cercherà di verificare come internet cambia anche le pratiche religiose in particolare tra i cristiani”. La Ceem è una commissione specializzata del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee) che segue lo sviluppo dei media e delle comunicazioni ecclesiali. All’incontro prenderanno parte un centinaio di delegati: vescovi responsabili delle commissioni episcopali per le comunicazioni sociali, unitamente ad esperti, addetti stampa e portavoce delle Conferenze episcopali d’Europa.
Un altro segnale, unitamente a quello lanciato con il messaggio della prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, dell’interessamento della Chiesa attorno a tutto ciò che ruota attorno al fenomeno Internet.
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domenica 8 novembre 2009
Muro di Berlino: decisivo (anche se misconosciuto) il ruolo delle chiese tedesche
È proprio il ruolo delle chiese protestanti ad aver provocato accese discussioni negli ultimi tempi in Germania. A parere di alcuni loro esponenti, infatti, il decisivo contributo da queste dato agli eventi che portarono in seguito alla decisione di abbattere il Muro è decisamente sottovalutato. Come osservato dal teologo Richard Schroder, “nei media sembra che il Muro sia caduto senza alcuna storia pregressa. L'opinione pubblica della Germania, soprattutto di quella occidentale, non ha una chiara percezione del ruolo delle Chiese''. Per Werner Schulz, ex dissidente e oggi europarlamentare ''la rivoluzione pacifica fu anche, nella sua essenza, una rivoluzione protestante. Il suo slogan di 'non violenza' era l'essenza del Sermone della montagna, il passaggio più rivoluzionario del Vangelo. Le chiese protestanti furono i 'campi base' della rivoluzione. La gente andava dalle preghiere per la pace alla proteste in strada con serietà protestante, con disarmante ragionevolezza e disciplina''. Un’accurata ricostruzione degli eventi è tra l’altro fornita dal giornalista tedesco Joachim Jauer in un articolo apparso sul mensile Tracce.
Il portavoce vaticano Padre Federico Lombardi, mette invece l’accento sul ruolo svolto da Giovanni Paolo II ricordando come “la fede cristiana aveva dimostrato di aver contribuito ancora una volta all'unione e alla civiltà del continente, superando la prova crudele dell'ateismo di Stato”.
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giovedì 5 novembre 2009
Crocifissi e citazioni: in Europa e USA Dio e Cesare fanno sempre discutere
Entrambe le notizie originano dal motto americano, quel “In God we trust” che non ha bisogno di traduzioni e che campeggia tra l’altro sulle monete e banconote a stelle e strisce. La prima notizia è una sentenza della Corte distrettuale della Columbia, la quale ha respinto la richiesta di un cittadino americano ateo che chiedeva di togliere la citazione dalla valuta in circolazione. La motivazione addotta dalla Corte è che il motto ha valore unicamente patriottico e cerimoniale e non intende in nessun modo sponsorizzare una pratica religiosa particolare.
L’altra notizia viene invece dalla cittadina californiana di Lathrop, dove il medesimo motto, “In God We Trust” campeggerà d’ora in poi nello stemma cittadino. Come informano le cronache, la discussione si è tra l’altro connotata di specifiche molto poco spirituali, come il costo che la collettività dovrà sopportare per l’intera operazione. Ma alcuni hanno sollevato obiezioni anche di ben altro spessore, come il fatto che le convizioni personali, tali dovrebbero rimanere senza coinvolgere l’intera collettività.
In Europa a tali discussioni siamo abituati da tempo. Negli USA le polemiche sono più recenti, ma una cosa accomuna le due sponde dell’Oceano: quando ci sono di mezzo Dio e Cesare, c’è sempre da discutere.
martedì 3 novembre 2009
Arte e spiritualità: un appello al Papa contro le brutte chiese
Il 21 novembre prossimo Benedetto XVI incontrerà il mondo dell’arte in occasione del decimo anniversario della Lettera di Giovanni Paolo II agli Artisti. Radio Vaticana pubblica un’intervista a Mons. Gianfranco Ravasi sul significato dell’evento.
Passando alla musica, è invece da segnalare l’ultimo lavoro di Roberto Vecchioni, "In Cantus”, profondamente intriso di spiritualità, come dimostra tra l’altro ''A Dio'', canzone composta sui versi di un’omonima poesia di Vittorio Gassman. E chissà, magari al reverendo anglicano Edward Tomlinson (che ha lanciato una sua personale crociata contro i canti profani in chiesa) l’ultima fatica discografica del cantautore milanese piacerebbe di più di Tina Turner.
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domenica 1 novembre 2009
Alda Merini: il rapporto con il sacro e la spiritualità nella sua opera poetica
“Dio guarda tutti, ci vede, guarda i terremotati, vede gli infelici e non abbandona il mondo. Io sono sicura. E uno dei mezzi perché Dio ci ascolti è proprio la poesia, la preghiera, il canto”. Così parlava Alda pochi mesi fa a proposito del terremoto che ha colpito l’Abruzzo, a testimonianza della sua attenzione al fatto religioso. Sul mensile Jesus è disponibile una sua intervista in cui dichiara tra l’altro: «Quando alcuni miei testi di contenuto religioso sono stati rappresentati in pubblico, ho riempito chiese e teatri. Molti erano giovani, ma credo che non venissero tanto per me, quanto per Lui. Forse cercavano qualcuno che li guidasse. Perché la poesia è soltanto un tramite. Da sola la letteratura non salva nessuno. In Cristo c’è la Resurrezione, in noi la morte».
Un’altra interessante intervista che dimostra la sua attenzione alla religiosità è disponibile qui. In essa la poetessa milanese parla tra l’altro di Maria con parole che toccano il cuore: “E’ la donna meravigliosamente dotata di intelletto, la grande ascoltatrice, la terra macerata dal dolore che produce molte lacrime e la resurrezione. Dalle lacrime viene questa spinta verso l’alto. Solo raccomandandosi e abbandonandosi in Dio si superano certi abissi. E’ la donna della donazione assoluta che accetta un figlio che dovrà rendere. Un po’ come tutte le madri”.
Mancherà a tutti, Alda. A coloro che cercano e a coloro che hanno già trovato, ma soprattutto ai primi.
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