<<Se è vero che la cultura del consumo riesce a disarmare le forze del passato che ridurrebbero il campo delle nostre scelte, e quindi a facilitare l’esperienza di “sempre nuove nascite”, l’eternità si scopre priva, d’un tratto, di ciò che più la rende attraente. Nel tempo frammentato della società dei consumatori, l’eternità non è più un valore, né un oggetto di desiderio; o per meglio dire, tutto ciò che ne rappresentava un valore, e che la rendeva un oggetto di desiderio, è stato espunto, compresso e condensato in una sorta di “big bang” che ce lo proietta addosso in questo istante. La “tirannia dell’istante” della modernità liquida, basata sul precetto del carpe diem, si è di fatto sostituita alla tirannia premoderna dell’eternità, con il suo motto del memento mori.”
Insomma, prima di proporre un “prodotto”, bisogna renderlo appetibile, pena il suo rifiuto. Come? Ci torneremo sopra, che ora siamo stati anche troppo lunghi.
Sottoscrivo in pieno quello che hai scritto su Bauman.
RispondiEliminaE' un pensatore che andrebbe letto e studiato di più....a questo proposito (se posso) vorrei consigliare la lettura di almeno altri tre suoi testi fondamentali:
Titolo Voglia di comunità
Autore Bauman Zygmunt
Dati 2007, IX-145 p., brossura
Editore Laterza (collana Economica Laterza)
Titolo La società sotto assedio
Autore Bauman Zygmunt
Dati 2006, XXXII-293 p., brossura
Editore Laterza (collana Economica Laterza)
Titolo Vite di scarto
Autore Bauman Zygmunt
Dati 2007, 172 p., brossura
Editore Laterza (collana Economica Laterza)
Grazie per le segnalazioni!
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