
Giorni fa
si parlava del fatto che, secondo un sondaggio, i
cristiani inglesi si sentono
discriminati. Ma, a ben vedere, sono ben altri gli stati in cui gli stessi subiscono persecuzioni più o meno velate. Uno di questi è l’
India (e la notizia si ricollega tra l’altro a quanto
scrivevamo di recente). In sintesi, secondo quanto reso noto dall’agenzia
Fides,
si tratta di questo: secondo i dati contenuti nel rapporto
“Occupazione e Disoccupazione fra i maggiori gruppi religiosi in India”, diffuso dallo stesso dal governo indiano, “il tasso di disoccupazione è più alto fra i cristiani rispetto ai membri di altre comunità religiose: 4,4% per i cristiani (1,5% per gli indù). La percentuale sale fino al 14% quando si guardano i dati relativi alle sole donne cristiane, nelle aree urbane e rurali”. Tale rapporto, si specifica ancora, “è basato su dati raccolti nell’ultimo quinquennio, elaborati dall’Ufficio Nazionale di Statistica e ha preso in considerazione indù, musulmani, cristiani, sikh, jainisti, buddisti e zoroastriani”. Dati preoccupanti, quindi, che si aggiungono a quelli che continuano a provenire dalla non lontana Cina.
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