giovedì 14 maggio 2009

Informazione religiosa e credo personali: il caso della BBC

È importante sapere qual è la parte politica prediletta del responsabile dei servizi parlamentari di una redazione? È importante sapere qual è lo sport preferito del responsabile di una redazione sportiva? é importante sapere chi siano i registi preferiti di un recensore di film? Una risposta di senso comune a tali domande potrebbe essere: beh, sì, può essere pure importante ed interessante, ma la cosa più importante di tutte è che la persona in questione sia autenticamente competente delle questioni che tratta e che non si lasci influenzare dai rispettivi “credo”.

Ora proviamo a formulare un'altra domanda sulla stessa scia: è importante conoscere quale credo professi il responsabile dei programmi religiosi di un’emittente televisiva? E proviamo ad applicare la risposta di cui sopra. In teoria tutto fila liscio, ma nella pratica le cose non sono così semplici, come dimostra la vicenda di Aaquil Ahmed (nella foto) musulmano, finora in forza a Channel 4 e che ora è tornato alla BBC, da cui tra l’altro proviene, per seguirne l’informazione religiosa.

Non si tratta certo di un pivellino, visto che un suo documentario dedicato ai bambini accusati di stregoneria in alcuni Paesi africani ha pure vinto un prestigioso premio, ma la sua nomina qualche inquietudine l’ha provocata se il vescovo di Manchester, Nigel McCulloch, ha dichiarato che "Aaqil Ahmed arriva all'incarico con un'ottima reputazione. Ma in un momento in cui la programmazione della Bbc sui temi religiosi desta qualche inquietudine, la Chiesa di Inghilterra vigilerà su come si svilupperà il futuro della religione e dell'etica".

Il Corriere della Sera, nel riferire la vicenda, ipotizza tensioni pregresse tra il neo responsabile per l'informazione  religiosa della prestigiosa emittente d’Oltremanica ed i vertici della Chiesa d'Inghilterra. Non resta che fare quindi i migliori auguri ad Aaquil Ahmed per il nuovo incarico. Ne avrà sicuramente bisogno, ma il suo caso di non cristiano posto a capo della redazione religiosa della BBC non è comunque il primo: tra il 2001 e il 2006 fu infatti la volta di Alan Bookbinder, non credente dichiarato ma ottimo professionista nel campo dell’informazione religiosa.

lunedì 11 maggio 2009

Islam e società britannica: in bilico tra integrazione e differenziazione

Mentre da noi fanno notizia solo le scarpe indossate dal Papa in moschea e si pronunciano parole in libertà sulla società multietnica del futuro (che poi tanto futuro non è, visto che ci viviamo già in mezzo) all’estero di parla di cose serie. Per esempio dell’ultimo sondaggio effettuato dalla Gallup Coexist Foundation riguardante il livello di integrazione (o coesione, come si preferisce  dire oltre Oltremanica) dei musulmani nella società britannica. Dallo studio emerge che solo un musulmano su dieci si sente integrato nel resto della società, situazione che è peggiore rispetto a molti altri Paesi dell’Unione Europea. Il 35% dei musulmani tedeschi, infatti, e ben il 46% di quelli francesi, si considerano integrati nelle rispettive società di appartenenza.

La bassa percentuale di integrazione riscontrata in Inghilterra preoccupa studiosi e politici soprattutto considerando gli sforzi compiuti per costruire un comune terreno di coesistenza in seguito agli attentati del 2005.

In ogni caso, non tutti i segnali provenienti dallo studio sono negativi: il medesimo fa infatti registrare che una larga maggioranza di musulmani residenti nel Regno Unito (ben il 77%) si identifica come britannica. Altro dato positivo è rappresentato dal fatto che ben il 64% dei musulmani britannici sono soddisfatti del proprio standard di vita (per fare un raffronto, in Francia la percentuale scende al 59%).

Percentuali interessanti sono anche quelle che riguardano le questioni “eticamente sensibili”. La totalità dei musulmani intervistati si è dichiarata contraria ai rapporti omosessuali; solo il 5% (contro un 55% della popolazione complessiva) dichiara accettabile l’aborto; per quanto riguarda la pornografia, essa è dichiarata accettabile solo dall’1% dei musulmani mentre lo è dal 35% del resto della popolazione, mentre per quanto riguarda il suicidio, esso è ritenuto moralmente accettabile dal 2% dei musulmani e dal 32% della popolazione complessiva.

venerdì 8 maggio 2009

Un fine settimana tra Bibbia, dialogo interreligioso e peccati capitali

Fine settimana davvero ricco di eventi, questo. Il primo che fa piacere segnalare si svolge a Fossano, nel cuneese ed è promosso da un’associazione che si chiama L’Atrio dei Gentili, che svolge davvero una gran mole di attività, soprattutto considerando che opera in una realtà piccola come la diocesi piemontese. Non paghi del lavoro sin qui svolto, domani prende il via Fede con arte 2009 – minifestival del sacro, con il sottotitolo “l’uomo, la Parola, le opere”. L’iniziativa, come affermano gli organizzatori, si prefigge di “offrire al pubblico alcuni momenti di riflessione sulla vita e sulla fede, consapevoli che questo binomio ha prodotto, nel corso dei secoli, innumerevoli opere in tutti i campi dell’arte, un torrente di bellezza e di vita che ha raccontato e accompagnato, spesso anticipandola, la storia dell’umanità”. Il programma è per questo primo anno volutamente minimalista ma l’obiettivo è quello di far crescere la manifestazione nei prossimi anni.

Spostandoci a Brescia, i Saveriani organizzano invece un convegno dal titolo “Esperienze di dialogo interreligioso. Intrecci formativi e spirituali”. L’iniziativa nasce non a partire dalla teoria ma da due esperienze concrete: una “locale”, di base, italiana, nata per necessità contingenti, dai problemi di convivenza tra cristiani e musulmani nella ricca provincia di Modena, legata al Gruppo “Camminare insieme” di Sassuolo-Fiorano; l’altra più “globale”, nata dal carisma missionario dei Saveriani, in Giappone, legata al Centro di preghiera e dialogo interreligioso “Shinmeizan” di Tamana- gun/Kumamoto.

Infine, a Lodi ha preso il via quello che è forse il più originale dei tanti Festival sparsi qua e là per lo Stivale: quello dedicato ai peccati capitali. Giunti ormai alla fine del ciclo, questo è l’anno della lussuria. Visto il tema, non potevano mancare esponenti religiosi a parlare della lussuria saranno infatti presenti a Lodi il monaco buddista Jiso Forzani ed il biblista Paolo De Benedetti.

giovedì 7 maggio 2009

Calvino, Internet e il segreto bancario

Che le religioni abbiano influenza sui più svariati settori della vita pubblica (anche su quelli apparentemente più lontani da essa) già si sapeva. Ma ecco che questa cosa sarà forse in grado di stupire comunque. Difficile pensare infatti ad un legame tra due realtà apparentemente così distanti come il segreto bancario (ora tornato di moda per via della lotta ai paradisi fiscali) e il mondo protestante declinato nella sua versione calvinista. Eppure il legame c’è, come dimostra un’interessante intervista rilasciata da   Xavier Comtesse, studioso della problematica.

<<"Segreto bancario" è un termine improprio –spiega infatti lo studioso-  sarebbe infatti più corretto parlare di "protezione della sfera privata da parte della banca". Questo tipo di protezione legale non esiste solo in Svizzera. In Francia, ad esempio, una moglie non è autorizzata a ricevere informazioni sui conti bancari del marito in quanto, secondo la legge, appartengono alla sfera privata di quest'ultimo. Noi svizzeri ci siamo semplicemente spinti un passo più in là, premunendoci anche da un'eventuale arbitrarietà dello Stato. Questo modo di pensare trae origine dal protestantesimo che, all'epoca di Calvino, mirava a proteggere la gente dai soprusi della potente Chiesa cattolica”.

E il celebre teologo  non sarebbe solo alla base della riservatezza bancaria, ma pure della nascita di Internet, che non ha caso ha visto la luce a Ginevra. Come spiega sempre Comtesse sul finire dell’intervista, “la rete delle reti rispecchia i dettami calvinisti nella misura in cui consente alla base, ossia alla popolazione o all'utente, di accedere direttamente alle informazioni”.

Davvero incredibile dove va ad infilarsi la teologia.

mercoledì 6 maggio 2009

USA: gli americani amano cambiare religione (ma poi tornano?)

Gli americani, si sa, amano cambiare. Anche in fatto di religioni, come dimostra l’ultimo studio elaborato dalla Pew Foundation, che ne se sforna sempre di interessanti.

Di questo (dedicato ai flussi religiosi) si sono interessati tra l’altro il Washington Post oltreoceano e La Stampa da noi, la quale ha messo l’accento soprattutto sul tasso di abbandono dei cattolici americani. Un dato che colpisce dello studio, infatti, è che “il tasso di permanenza nel cattolicesimo di quelli che vi sono entrati nell’infanzia (68%) è decisamente più grande del tasso di permanenza di chi non ha religione ed è paragonabile, o migliore, ai tassi di permanenza degli altri gruppi religiosi”. I cattolici che abbandonano la chiesa, si fa inoltre notare, sono “sostanzialmente divisi in maniera eguale fra quelli che sono diventati Protestanti e quelli che adesso non sono affiliati con nessuna religione, con pochi elementi che aderiscono ad altre fedi. Fra i Cattolici che sono diventati protestanti, la maggior parte appartengono adesso a denominazioni evangeliche”.

In realtà, la notizia è meno clamorosa di come riportata dal quotidiano torinese, visto che, come messo bene in evidenza da Usa Today nel presentare i dati del sondaggio, ben metà degli adulti americani ha cambiato religione. Piuttosto, sarebbe interessante conoscere un altro dato sul quale, almeno sembra, nessuno si è fin qui soffermato: quanti tornano alla religione di appartenenza dopo averla abbandonata. Il suggerimento è gratuito e speriamo qualcuno lo raccolga.

martedì 5 maggio 2009

Venezia: la chiesa "sponsorizzata" da RoccoBarocco solleva polemiche

«Al­meno le facciate delle chiese an­drebbero risparmiate da que­sto segno dei tempi. In un Paese civile, per i re­stauri bisognerebbe trovare al­tre fonti di finanziamento. Inve­ce, anche nella città più artisti­ca del mondo sono arrivati gli sponsor che, ovviamente, chie­dono ritorni di immagine, piaz­zando i loro manifesti-spot su­gli edifici. Perfino noi sacerdo­ti ci siamo dovuti rassegnare, ma c’è un limite a tutto. Questa volta si è esagerato». A tuonare è monsignor Antonio Meneguo­lo, portavoce del Patriarcato di Venezia e oggetto degli strali è un maxi poster di RoccoBarocco che da qualche giorno copre la facciata della chiesa veneziana di San Simeon Piccolo, bisognosa di restauri e, quindi, di quattrini.

Maxi poster che raffigura una euforica signorina con le gambe sollevate in aria. Che dire? Non è da oggi che gli sponsor si sono affacciati tra le panche delle chiese, vedi ad esempio quello che successe pochi anni fa presso la padovana basilica del Santo, ove una banca ed una fondazione bancaria concessero pingui finanziamenti in cambio (com’è giusto) di un’adeguata visibilità. E allora perché uno stilista no e una banca sì, per dire?

Ad ingarbugliare ancora di più la già intricata faccenda c’è il fatto che la chiesa suddetta è stata affidata dal Patriarcato di Venezia alla Fraternità Sacerdotale San Pietro (di stampo tradizionalista) che vi officia secondo il rito antico e il cui rettore ha definito la pubblicità «rozza, futile, sen­za significato, indecente. Inap­propriata per una chiesa, per di più una chiesa aperta al culto. Se avesse almeno portato i sol­di per completare i restauri, ci sentiremmo un po’ ricompen­sati».

Quest’ultima frase, per la verità, sembra un po’ infelice:  come sarebbe a dire che i soldi ricompensano un’indecenza? Ma allora i valori non negoziabili non esistono più? Il dibattito, insomma, è aperto.

lunedì 4 maggio 2009

In edicola la Bibbia "laica" ma spirituale del gruppo "Espresso - Repubblica"

Il minimo che si possa dire dell’ultima iniziativa editoriale del gruppo Espresso – Repubblica è che si tratti un  autentico ed evangelico “segno dei tempi”. Non si potrebbe definire altrimenti, infatti, l’idea di editare e diffondere su vastissima scala nientemeno che l’intera Bibbia. <<Iniziativa tanto più significativa –come nota il vaticanista del gruppo editoriale Sandro Magister nel suo blog-  in quanto "la Repubblica" e "L'espresso" sono testate leader dell'opinione laica in Italia, spesso critiche nei confronti della Chiesa cattolica e della stessa fede cristiana>>.

L’iniziativa è meritevole di segnalazione se non altro per un motivo: non solo, infatti, quella proposta è la traduzione ufficiale della Bibbia liturgica (quella che si può ascoltare in chiesa ogni domenica, insomma) ma viene proposto anche un “metodo” di lettura che vale la pena sintetizzare perché denota un particolare acume spirituale.

“Dell'Antico Testamento, per cominciare, si legga la Genesi. Non ci si stupisca se i racconti della creazione non sono uno ma due, l'uno di seguito all'altro e così diversi di stile e di contenuto. La Bibbia non vuole dire come il mondo è nato, ma perché. E anche perché, in un mondo che pure è benedetto da Dio come "buono", si sprigiona tanto male, non per destino ma per libera scelta volontaria, travolgendo con l'uomo anche la natura (…) Letta la Genesi, si salti al Nuovo Testamento e si legga Marco, il più antico, il più breve e il più folgorante dei quattro Vangeli. Tutto imperniato sul "segreto messianico" come trama narrativa, un segreto che fa balenare solo a tratti, dalla penombra, la vera identità di Gesù, e solo alla fine la svela con le parole del centurione romano davanti alla croce: "Davvero quest'uomo era Figlio di Dio!" (…)E poi di nuovo si torni all'Antico Testamento. Si legga il brevissimo libro di Giona, il profeta mandato da Dio a convertire e perdonare la Ninive pagana, ingoiato dal pesce e vomitato vivo il terzo giorno, scintillante racconto tutto intessuto di fine ironia: e allora si capirà perché Gesù si sia identificato nel "segno di Giona" e perché Michelangelo abbia dipinto proprio questo profeta, in forme grandiose, alla sommità della parete d'altare della Cappella Sistina, tra la Creazione e il Giudizio, tra l'inizio e la fine dei tempi. E poi si legga il libro di Giobbe, grande teologia e poesia altissima. E il Cantico dei Cantici, incantevole carme d'amore. E poi di nuovo si apra il Nuovo Testamento, col dittico del Vangelo di Luca e degli Atti degli Apostoli, con le avventure di Paolo che fa naufragio a Malta e infine arriva a Roma. Non diremo mai più che la Bibbia è noiosa”.

Proprio così. Dal Vangelo secondo L’Espresso – Repubblica, verrebbe da aggiungere, se la cosa non sembrasse irrispettosa.