mercoledì 14 febbraio 2007

Amos Oz e i consigli della nonna

Il noto scrittore israeliano Amos Oz firma oggi un articolo sul Corriere della Sera (purtroppo non online) dedicato ai luoghi sacri di Gerusalemme. Ad un certo punto cita un ricordo della nonna a proposito della convivenza tra le religioni che mi piace riportare perché mi sembra molto istruttivo:

“Da piccolo mia nonna mi spiegò con parole semplici la differenza tra ebrei e cristiani. I cristiani, disse, credono che il Messia sia già arrivato e che un giorno tornerà. Gli ebrei invece credono che debba ancora arrivare e che lo farò presto.


Questi due modi di vedere hanno causato molti spargimenti di sangue, persecuzioni, discriminazioni e odio. E per che cosa? Si domandava mia nonna e suggeriva: invece di versare sangue si potrebbe semplicemente stare a vedere che succede. Se il Messia arriverà e dirà: ‘Salve, è bello rivedervi’, gli ebrei dovranno ammettere di essersi sbagliati. Ma se dirà: ‘Piacere di conoscervi’, saranno i cristiani a dover chiedere scusa agli ebrei’. E fino ad allora: vivi e lascia vivere.”


Magari la cosa potrà sembrare (e forse lo è) un po’ semplicistica, ma contiene anche tanto di quel buonsenso che vale la pena rifletterci sopra.

6 commenti:

  1. In effetti se si avesse un po' più di umiltà e si lasciasse il giudizio al Padreeterno, le cose forse andrebbero un po' meno peggio ;)

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  2. Indubbiamente apprezzabile una risposta così pacata...però, personalmente, rifiuto l'idea di pensare che la verità stia da una parte sola: come ho avuto modo di dire altrove, non credo che tutti i musulmani del pianeta verranno scaraventati all'inferno per non aver ricevuto il battesimo, né ci finiranno ebrei e cristiani per aver fatto chissà cosa. Che importa se Gesù è venuto o deve ancora venire? Nessuno dovrà scusarsi, se no che senso ha parlare del Dio unico?

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  3. Già, infatti la cosa mi era piaciuta proprio la sua pacatezza, come la chiami tu.

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  4. Amos Oz è veramente bravo, ho appena letto la sua biografia e l'ho apprezzata molto

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  5. Sì, Giulia, si vede proprio che è una persona che pensa e riflette molto prima di parlare/scrivere. Una cosa da imitare.

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