
Tempo fa un
volume cercò di trovare “tracce di sacro” nei testi di
Fabrizio De Andrè. L’operazione poteva magari sembrare semplice, visto che si trattava dell’autore de
La Buona novella. Più difficile, almeno apparentemente, trovare le stesse tracce nel cantore delle gesta dell’anarchico dirottatore di treni de
La locomotiva, insomma in
Francesco Guccini.
Giancarlo Padula, come informa
Korazim ci ha provato e, a quanto pare, ci è riuscito benissimo. Il suo volume
“Dio non è morto – L’altro volto di Francesco Guccini”, è infatti un tentativo di andare oltre le apparenze di un Guccini lontano dal sentire religioso, quando non addirittura ateo. Interessante, al riguardo, è anche l’intervista rilasciata dal cantautore al mensile Jesus.
Ho letto il libro di Padula, e devo dire che riesce a rendere un pessimo servizio a Guccini, alla canzone d'autore, al lettore, alla lingua italiana e pure alla Chiesa cattolica, che non ha bisogno di scrittori confusi e velleitari che sembrano più adatti alla (brutta) propaganda che non alla riflessione su temi importanti come la religiosità e la fede. Quasi penoso il tentativo di "convertire" su un piano di fede le frasi delle canzoni di Guccini.
RispondiEliminaHo speso 10 euro, e l'unica cosa utile è che ho imparato come NON si scrive un saggio su Guccini. Sconsigliatissimo!
Davvero? Non lo avrei immaginato. Grazie della dritta: 10€ risparmiati:)
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