ed ecco una riflessione dello stesso padre Rupnik sull’incarnazione:
"L'incarnazione è il segno che l'amore di Dio non conosce abissi di separazione, che tutto appartiene a Lui, anche quell'abisso creato dalla volontà dell'uomo che vuol essere lui l'epicentro di tutto, un altro dio. Anche questo abisso è scavato dentro l'amore di Dio, perché per Dio non c'è un fuori. L'incarnazione fa vedere che l'amore di Dio include anche la libertà pervertita, opera del peccato umano. Ma, all'interno dell'amore, l'uomo si può creare un impero di autoaffermazione, proprio perché Dio lo ama, cioè gli dà lo spazio della libertà. L'incarnazione manifesta che la distanza tra Dio e il creato è misurata sull'amore e che nessun peccato può distruggere Colui che è amore. L'amore unisce lasciando liberi, abbraccia creando lo spazio della libertà, ama senza costrizione. In questo senso l'amore è debole, fragile, umile, povero, si nasconde ed è presente alla maniera dell'assente, per non dare fastidio. Proprio così Dio è sceso nel mondo e si è fatto uomo".
Con questo, tanti auguri di vero cuore a tutti; nel blog ci si rilegge il prossimo anno, altrove invece, strada facendo.
Buon Natale!