"Con alcuni musulmani egiziani abbiamo creato due anni e mezzo fa un gruppo di una quindicina di persone - spiega -,che svolge le sue attività sotto la protezione di un ente culturale dei gesuiti. Organizziamo gite, incontri, e una volta al mese il 'Fraternity day', un raduno con 150 ragazzi di diverse religioni, culture ed estrazione sociale, per superare i pregiudizi e le incomprensioni, crescere nell'amicizia e nella fraternità". Tra le difficoltà, "una iniziale paura da parte cristiana, poi superata ". Tra i successi, "non si è più diffidenti verso l'altro e siamo in grado di costruire progetti insieme".
È certamente un piccolo seme, ma, visti i tempi che corrono, mi piaceva comunque segnalarlo.
Davvero una bella iniziativa, quella di suor Anna Maria. In Egitto chiesa e moschea sono sempre a pochi passi l'una dall'altra, bisognerebbe prendere esempio e fare qualcosa anche noi in questo senso!
RispondiEliminaVerissimo:)
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