
È importante sapere qual è la
parte politica prediletta del responsabile dei
servizi parlamentari di una redazione? È importante sapere qual è lo
sport preferito del responsabile di una
redazione sportiva? é importante sapere chi siano i
registi preferiti di un recensore di
film? Una risposta di senso comune a tali domande potrebbe essere: beh, sì, può essere pure importante ed interessante, ma la cosa più importante di tutte è che la persona in questione sia autenticamente
competente delle questioni che tratta e che non si lasci
influenzare dai rispettivi “credo”.
Ora proviamo a formulare un'altra domanda sulla stessa scia: è importante conoscere quale
credo professi il responsabile dei
programmi religiosi di un’emittente televisiva? E proviamo ad applicare la risposta di cui sopra. In teoria tutto fila liscio, ma nella pratica le cose non sono così semplici, come dimostra la vicenda di
Aaquil Ahmed (nella foto) musulmano, finora in forza a
Channel 4 e che ora è tornato alla
BBC, da cui tra l’altro proviene, per seguirne l’informazione
religiosa.
Non si tratta certo di un pivellino, visto che un suo
documentario dedicato ai bambini accusati di stregoneria in alcuni Paesi africani ha pure vinto un prestigioso premio, ma la sua nomina qualche inquietudine l’ha provocata se il vescovo di Manchester, Nigel McCulloch, ha dichiarato che "Aaqil Ahmed arriva all'incarico con un'ottima reputazione. Ma in un momento in cui la programmazione della Bbc sui temi religiosi desta qualche inquietudine, la Chiesa di Inghilterra
vigilerà su come si svilupperà il futuro della religione e dell'etica".
Il
Corriere della Sera, nel riferire la vicenda, ipotizza
tensioni pregresse tra il neo responsabile per l'informazione religiosa della prestigiosa emittente d’Oltremanica ed i vertici della
Chiesa d'Inghilterra. Non resta che fare quindi i migliori auguri ad Aaquil Ahmed per il nuovo incarico. Ne avrà sicuramente bisogno, ma il suo caso di non cristiano posto a capo della redazione religiosa della BBC non è comunque il primo: tra il 2001 e il 2006 fu infatti la volta di
Alan Bookbinder, non credente dichiarato ma ottimo professionista nel campo dell’informazione religiosa.