
Ogni tanto conviene dare un po’ di
numeri (ovviamente in senso buono). Sono infatti usciti in questi giorni alcuni
rapporti molto interessanti dei quali conviene dare un sia pur sommario resoconto.
Prima di tutto –anche per la sua valenza generale- è opportuno citare l’uscita dell’
Annuario statistico della Chiesa 2010, dal quale si apprende che i
cattolici nel mondo sono
aumentati in otto anni da 1,045 miliardi a 1,166 (+ 11,54%), incremento di poco superiore a quello della popolazione della terra (+ 10,77%), aumenti, tuttavia, molto
differenziati per continente. Il continente dove è più forte l’aumento di cattolici è l’
Africa, con + 33,02%; l’Europa è stabile (+ 1,17%) mentre vivaci sono gli altri continenti: Asia + 15,61%, Oceania + 11,39%, America + 10,93%. Situazione molto differenziata anche sul fronte delle
vocazioni: in Africa e Asia i preti aumentano del 33,1% e del 23,8% rispettivamente in otto anni, sono stazionari in America e “crollano” di oltre il 7% in Europa e del -4% in Oceania. Notevole anche la flessione delle religiose che sono 740 mila: otto anni fa erano il 7,75% in più, con maggiore declino in Europa, America e Oceania. Forti invece gli incrementi in Africa (+21%) e in Asia (+ 16%). Quella che emerge, in sintesi, è una Chiesa
più africana e meno
europea.
Un
altro progetto uscito in questi giorni riguarda l’
Inghilterra ed è anche questo estremamente interessante. Si chiama
British Religion in Number ed è stato curato dall’Università di Manchester e dal centro di ricerche
Religion and Society. Contiene anche una sezione che si potrebbe definire una sorta di
Google Street Wiev della fede in cui, inserendo il codice postale di un’area geografica, è possibile accedere alle informazioni sulle fedi professate in essa. Molto stimolante è anche la sezione
News, continuamente aggiornata e ricca di notizie e approfondimenti. Un sito davvero ricco e ben fatto del quale non si può non auspicare la versione italiana.
Come sarebbe bello vedere la versione italiana dell’
ultima segnalazione, proveniente questa volta dagli
USA. Si tratta di una sorta di
Stato dell’arte della Chiesa cattolica americana, da segnalare non solo per la gran mole di informazione contenute, ma anche per l’accuratissima
veste grafica che rende la consultazione estremamente agevole.